Se ne parla fin da piccoli che non bisogna rimandare a domani quello che si puo' fare oggi, eppure lo si fa, a volte spesso a volte ogni tanto, ma e' inevitabile.
Rimandare a domani e' un messaggio del proprio io che dice: sto bene cosi';
o meglio, anche se so che DEVO fare quella cosa decido di farla domani, ovvero decido di non farla adesso, ovvero decido di NON farla, con un barbatrucco mentale.
E la mente va in loop perché tradita da questo inganno dialettico, scatena una depressione cronica, un assorbimento di energia enorme che prosciuga ogni energia, di fatto, impedendoci di compiere quell azione anche in futuro, o solo in condizioni di estrema urgenza. E giu' siti e siti a spiegare come risolvere questa situazione, la societa' produttiva che bacchetta la pigrizia.
Ma e' davvero pigrizia? ansia da prestazione? depressione latente? mancanza di energia? Forse tutto questo insieme o a volte l'uno ed a volte l'altro.
La mia sveglia e il suo tasto SNOOZE sono stato il test della mia grande capacita' di procastinazione: con l'intervallo a 9 minuti (tanti anni fa non era programmabile) sono arrivato a schiacciarlo fino a 20 volte in una mattinata.
In questo periodo sto riniziando, mi rendo conto quando si riaffaccia alla mia mente l' ossessione per la super agenda cartacea.
Ho seguito e letto vari libri sul time management ma questi danno l'assunto che l'azione sia da seguire senza indugio ma e' proprio questo il punto, quella mancanza di energia per l azione che ci viene richiesta, spesso, il piu' delle volte e' un' azione che abbiamo deciso noi, ma poi a quel colloquio di lavoro arriviamo con notevole ritardo, quell appuntamento con quella bionda, provato mentalmente decine di volte e mai realizzato. Non serve la super agenda, serve un nostro clone che ci sostituisca per quel compito poco importante, noioso, non chiaro, inutile, forse odioso checi aspetta.
E noi lo mettiamo a domani come se aspettassimo lui che venga a noi per risparmiarci l enorme fatica dell'azione. Non possiamo permetterci di soffrire nonostante i nostri sensi di colpa.
Credo che bisogna raccogliere il coraggio per cambiare idea, per annullare completamente quello che non vogliamo faccia parte del nostro presente, forse e' un atto di irresponsabilita' ma se il nostro io rifiuta l'azione perché un dovere, di qualsiasi tipo sia costretto a violentarci?
Abbracciamo quell azione che viene rimandata, stiamo solo evitando il dolore, stiamo proteggendo noi stessi dal giudizio altrui, dalla ansia del risultato e quindi se gia' si e' formato il buco nero energetico questo vuol dire che quella cosa non deve far parte di noi e il fatto che ci sia e' un problema che va risolto ma non gia' facendo la cosa ma trovando il modo di eliminarla, eliminarla subito, non solo dal nostro oggi ma anche dal nostro domani.
Se la rimandiamo non ce ne frega niente, se non ce ne frega niente, vuol dire che siamo egoisticamente sani e per questo meritevoli di poter dire:
questa cosa la faccio domani, e se domani non mi va di farla nemmeno domani tanto vale non farla mai piu': cancellata dall agenda e dalla mente e dal cuore, un bel respiro!
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lunedì 14 ottobre 2013
lunedì 7 ottobre 2013
La massa critica
L altro giorno ho visto su Sky un programma che parlava degli esperimenti dello psicologo Harry Harlow e delle sue scimmiette.
Certo un po' il cuore si e' stretto vedendo quelle scimmie neonate correre verso le mamme feticcio, vi consiglio di vederlo per capire che cosa sia l' amore, si il cibo era necessario ma le scimmiette cercavano il contatto fisico...
Poi ho trovato un altro esperimento sulle scimmie: quello delle cento scimmie e della massa critica.
Ovvero scimmie che su un isola hanno imparato una nuova capacita (quella di sbucciare le patate) hanno impiegato qualche tempo ma, dal giorno che anche l ultima scimmia dell isola ha imparato, immediatamente e senza nessun contatto fisico o visivo le scimmie delle altre isole hanno assunto questa capacita'.
Insomma la consapevolezza si e' tramessa non appena si e' raggiunto un determinato numero.
La massa critica trovo che sia un concetto divertente: me lo immagino come la sfera di un mago che portiamo in mano e ogni tanto la guardiamo per vedere i nostri miracoli e mi chiedo: quale e' la nostra massa critica?
Ovvero quali azioni compiamo, quanto impegno mettiamo, quanta ostinazione, quanta veemenza per realizzare i nostri sogni?
O piu' spesso ci disperdiamo nei nostri doveri, che li usiamo come cuscini alla nostra mollezza caratteriale?
Come cinture di castita' per la nostra pulsione al diritto divino della nostra felicita'?
Riesco a far seguire ogni mio desiderio da un azione costante? da una strategia efficace o da una nuova nel caso di fallimento della prima, ma senza desistere? Un sospiro e via, di nuovo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, pensiero dopo pensiero, emozione dopo emozione verso i miei sogni.
Abbiamo bisogno della massa critica, quella che precipita il pensiero, il sogno nel mondo materiale.
Che fa diventare materiale la nostra idea, che trasmuta il piombo della nostra esistenza nella risata liberatrice dell alchimista picchiato ed umiliato lontano da casa ma finalmente libero dalla sua ricerca ossessiva. Tony Robbins le chiama azioni massive per indicare un peso specifico alla nostra attivita'.
Certo ci vuole forza, almeno un po', ma la domanda e': che cosa starai facendo fra 10 anni?
Spesso ci perdiamo a fare un progetto in cui annulliamo la nostra esistenza in nome di un risultato nel futuro, in un domani che e' sempre dietro una "svolta".
Ma non ci sono angoli retti, anzi spesso sono curve, iniziamo la curva, iniziamo il nostro progetto, facciamo oggi quello che vogliamo fare ogni giorno ed ogni azione scalpella il nostro essere.
Ci sono mille dubbi ed incertezze, ma l unica e' che ogni nostro successo o fallimento un giorno finira' e quello che possiamo lasciare e' un granello di sabbia per formare una gigantesca massa critica di persone consapevoli di una vita migliore, di un esistenza spesa giorno dopo giorno.
A volte aspettiamo di essere qualcosa per fare qualcos altro ma iniziando invece a fare qualcosa ci troveremo ad essere quello che vogliamo.
Certo un po' il cuore si e' stretto vedendo quelle scimmie neonate correre verso le mamme feticcio, vi consiglio di vederlo per capire che cosa sia l' amore, si il cibo era necessario ma le scimmiette cercavano il contatto fisico...
Poi ho trovato un altro esperimento sulle scimmie: quello delle cento scimmie e della massa critica.
Ovvero scimmie che su un isola hanno imparato una nuova capacita (quella di sbucciare le patate) hanno impiegato qualche tempo ma, dal giorno che anche l ultima scimmia dell isola ha imparato, immediatamente e senza nessun contatto fisico o visivo le scimmie delle altre isole hanno assunto questa capacita'.
Insomma la consapevolezza si e' tramessa non appena si e' raggiunto un determinato numero.
La massa critica trovo che sia un concetto divertente: me lo immagino come la sfera di un mago che portiamo in mano e ogni tanto la guardiamo per vedere i nostri miracoli e mi chiedo: quale e' la nostra massa critica?
Ovvero quali azioni compiamo, quanto impegno mettiamo, quanta ostinazione, quanta veemenza per realizzare i nostri sogni?
O piu' spesso ci disperdiamo nei nostri doveri, che li usiamo come cuscini alla nostra mollezza caratteriale?
Come cinture di castita' per la nostra pulsione al diritto divino della nostra felicita'?
Riesco a far seguire ogni mio desiderio da un azione costante? da una strategia efficace o da una nuova nel caso di fallimento della prima, ma senza desistere? Un sospiro e via, di nuovo, giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, pensiero dopo pensiero, emozione dopo emozione verso i miei sogni.
Abbiamo bisogno della massa critica, quella che precipita il pensiero, il sogno nel mondo materiale.
Che fa diventare materiale la nostra idea, che trasmuta il piombo della nostra esistenza nella risata liberatrice dell alchimista picchiato ed umiliato lontano da casa ma finalmente libero dalla sua ricerca ossessiva. Tony Robbins le chiama azioni massive per indicare un peso specifico alla nostra attivita'.
Certo ci vuole forza, almeno un po', ma la domanda e': che cosa starai facendo fra 10 anni?
Spesso ci perdiamo a fare un progetto in cui annulliamo la nostra esistenza in nome di un risultato nel futuro, in un domani che e' sempre dietro una "svolta".
Ma non ci sono angoli retti, anzi spesso sono curve, iniziamo la curva, iniziamo il nostro progetto, facciamo oggi quello che vogliamo fare ogni giorno ed ogni azione scalpella il nostro essere.
Ci sono mille dubbi ed incertezze, ma l unica e' che ogni nostro successo o fallimento un giorno finira' e quello che possiamo lasciare e' un granello di sabbia per formare una gigantesca massa critica di persone consapevoli di una vita migliore, di un esistenza spesa giorno dopo giorno.
A volte aspettiamo di essere qualcosa per fare qualcos altro ma iniziando invece a fare qualcosa ci troveremo ad essere quello che vogliamo.
lunedì 30 settembre 2013
La verita' vera
Si sono spesso convinto che chi mi stia parlando abbia ragione!
Spesso quando sento due litigare e ne parlo con loro scopro che hanno tutti e due ragione!
Sono stato per circa ventanni alla ricerca della verita', quella assoluta, nascosta, illuminante.
Poi qualche giorno fa lho trovate ed ho iniziato a ridere e ridere e ridere dei millenni di trucidamenti e dolore perpretati in nome della Verita'.
Hai ancora qualche dubbio che la verita' non esista? Allora mi spiego meglio: di verita' non ne esiste una sola. Come ci insegna la fisica moderna con il principio di indeterminazione, noi possiamo affermare con certezza che "il gatto e' vivo e il gatto e' morto"... (vedi esperimento di Principio_di_indeterminazione_di_Heisenberg ).
Insomma abbracciamo il relativismo, ma sopratutto divertiamoci a scoprire una nuova vita:
quella in cui esistono tante verita' e questo da il primo effetto magico: tu (io) non hai ragione, anzi tu hai ragione esattamente come la ha il tuo nemico.
Difficile da accettare? e' qualcosa di difficile da gestire come idea? Forse si, questo, se viene sentito come vero ci fa sentire un po' sciocchi per tutte le energie che abbiamo speso per affermare le nostre ragioni, ci fa sentire meschini a pensare a tutti i pianti di incomprensione fatti quando gli altri non ci capivano. Di tutta la rabbia e frustrazione per un mondo che non segue le nostre regole pur essendo le migliori...
Si, e' il momento di un respiro profondo: esiste una verita' unica che non possiamo ancora capire, comprendere o addirittura meritare?
Bene e se fosse cosi? a che pro i nostri sforzi? Voglio dare un' ultima provocazione:
Un messaggero divino dal futuro ti e' venuto in sogno e ti ha mostrato con certezza che fra 24 ore il mondo finira', cosa fai? Chiami Napolitano? Obama e Berlusconi? la protezione civile? riusciresti davvero a salvare il mondo? O questa verita' rimarrebbe sepolta insieme a te?
La verita' e' inutile lo dimostra la storia, il comportamento umano e ogni evento. Certo ci sono dei processi naturali e fisici che sono certi, ma io correggerei la parola certo con probabili.
Se lascio cadere una mela questa cadra' sicuramente per terra.... vero? si ma solo se mi trovo nell atmosfera terrestre, ovvero la certezza e' limitata da delle condizion., Sono dei giochi dialettici che non scalfiscono la pietra glabra della verita' molle come la cera del lapis alchemico cerato.
Possiamo solo creare delle leggi, delle regole e credere che siano giuste e necessarie ma non possiamo essere paladini dell unicita' della certezza, padre inamovibile di ogni perche' esistenziale.
Nelle nostre torri di avorio che molti di noi chiamano IO altri chiamano anima alberga una fiamma che brucia ardente e divora le nostre vite perche' ci sentiamo assaltati dal mondo, ci sentiamo isolati, distanti e diversi, insomma unici. E vogliamo che questa unicita' diventi divina, diventi universale, spargiamo il seme della nostra parola, tiriamo le gonne delle nostre madri, castriamo i nostri mariti e commettiamo femminicidio quando il nostro mondo non viene accettato e riconosciuto e compreso.
Ma giriamo quel dito giudice verso di noi:
"Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo.” di L. Wittgenstein
lunedì 29 luglio 2013
Monaco guerriero
La principale risorsa nel mondo delle forme e' assumere una forma che
possa innalzare la propria luce di fronte alle ombre dell'entropia.
In un mondo in cui ingeriamo continuamente il mondo minerale.
In una continua ascesi di rinuncia alla vita per incapacita' di visione olistica di ognuno di noi.
Lo
sviluppo della mente razionale ha portato un enorme beneficio in
termini di sviluppo tecnologico ma dimenticando completamente lo
sviluppo dell essere e fratturando l unita' mente-corpo.
Ho deciso di iniziare a lavorare sul mio corpo.
Sono
decisamente in altalena fra l o' obesita' e il sovrappeso, conduco una
vita sedentaria e la pigrizia mi attanaglia con una fitta ragnatela.
Ma
la mente sana puo' esistere solo in un corpo sano, un corpo sano e' un
corpo che rispetta le sue funzioni, che riconosce un principio di
ecologia e di rispetto per la natura e la vita.
Come
posso io inquinare di meno il mondo se non iniziando a ripulire il luogo
piu' importante della mia vita, il tempio della mia anima: il mio
corpo?
Rendere il mio corpo sano e' il primo passo per ottenere tanti benefici.
Posso
permettere al mio corpo di esprimersi pienamente liberandolo dalle
scorie che ingerisco ed eliminando quelle stratificate sulla mia carne
come grasso.
O meglio, adoro la morbidezza ed il calore
del corpo umano ma non e' ora che affatichi di meno il mio cuore?Che
liberi le arterie, i polmoni dai detriti di una vita seduto come un
automa?
Posso rendere il mio corpo piu' magro, piu' elastico, piu' forte e piu' bello.
Comunque mi abbraccio, questa mia "carrozzeria" mi ha scarozzato per 44 anni in giro per il mondo.
Ed
io posso essere piu' gentile con questa parte di me che ho sempre
trascurato, relegata a schiavitu' della mia anima, peso immondo per le
mie idee, dimenticando che non esisto io senza di lui.
Siamo una cosa sola, una mente tiranna ha cercato di ottenere una supremazia malata e distruttiva.
Per fortuna ho riconosciuto in tempo, spero, le sue azioni ed ora posso correggerle.
Adesso
posso diventare un guerriero della vita, un monaco guerriero: il mio
corpo diventa lo strumento per agire nel mondo delle forme.
E modificandolo posso lavorare sulla mia mente in modo molto piu' profondo.
Sto
elaborando un programma, impegnativo per portare il mio corpo li' dove
per 40 anni ho pensato che fosse ormai troppo tardi: essere piu' sano,
forte ed in forma adesso, a 44 anni, che a 20!
Suggestione ed immaginazione
Me l' aveva detto di esercitare la mia volonta' in modo magico:
quando sei li' con loro concentrati sul tuo potere, evocalo, sbatti il tuo scettro sul tavolo ripetutamente, senti il rumore dentro la tua testa e fallo ripetutamente, ossessivamente ed in modo concentrato.
Ci ho creduto e l ho fatto.
Colui che mi doveva accusare si e' scusato alla fine dei suoi errori invece di indagare sui miei.
Certo nella realta' l' avvocato era ben pagato e sicuro di se' ed ha operato sulla realta', sul mondo dei profani ed io agivo nel mondo della immaginazione della suggestione e per coincidenza e' andato tutto bene... solo una coincidenza?
Perche' le coincidenze che cosa sono se non magie che ci appaiono?
Siamo talmente impregnati della causa ed effetto che non la riconosciamo se non e' una mela che cade dall albero sulla testa.
Eppure per tutta la storia delll umanita' si sono cercati i "segni" nella natura, nel mondo dei sogni, nei templi, nei sacerdoti e sacerdotesse.
E adesso proprio ai segni non crediamo piu' e con essi dimentichiamo i simboli, la storia, la nostra storia, il nostro spirito e la forza della nostra immaginazione e della nostra suggestione.
Chi sono gli uomini che ammiriamo? Nella pnl proviamo a definire il modello del loro comportamento ed a ricrearlo per ottenere gli stessi risultati. Ma quello che non possiamo modellare e' la loro immaginazione forte, potente, coerente, come un fiume in piena.
Quanta immaginazione ha avuto Steve Jobs nel suo fantastico mondo digitale?
Olivetti nelle sue fabbriche degli anni 60 avanti di secoli nella ricerca del bilancio fra lavoro e vita quanta immaginazione ha avuto?
E nell' epoca della razionalita' la immaginazione dove e' andata a finire?
Offesa, vilipesa, emarginata nelle notti piu' buie, ogni tanto un barlume di sogno si riaffaccia alla nostra coscienza offuscata. E questo sogno, questa immagine, questa visione, qualsiasi essa sia: di una vita migliore, di una felicita' mai conosciuta' di un futuro piu' sereno, di un passato diverso viene soffocato appena nato e rimaniamo con la malinconia e la tristezza compagni di vita.
Con gli anni il fiato si fa piu' corto, il cuore si irrigidisce spesso fino all infarto, lo stomaco si gonfia fino alle ulcere, la spina dorsale si schiaccia spinta a terra, nel richiamo della terra che richiama a se gli organismi morti, le anime che non riescono a tirare su i pesanti corpi dei pensieri razionali.
Come la forza di gravita' la mela, i nostri pensieri, la nostra vita toccano tutti per terra, ancora e schiavi davvero e la nostra immaginazione non ci salva piu'.
Perche' spesso e' proprio l adolescenza il periodo piu' emozionante della nostra vita?
Perche' i nostri sogni ci emozionavano, avevano vita, avevano fame di futuro, sentivamo la forza delle nostre idee, la spinta dei desideri sessuali, aneliti di amicizia, di valori superiori tutti poi schiacchiati dalle scelte della convenienza, come se la vita si potesse davvero vivere secondo convenienza.
Cercando di allontare il dolore della speranza, i fuochi sacri dei sogni, annegando tutto nel brodo della sopravvivenza civile.
E chi ha avuto la forza di seguire i propri sogni? Spesso non ha avuto abbastanza forza per combattere per essi e si e' risvegliato un giorno tradendo l immaginazione e abbassando la testa alla normalizzazione, e si e' sentito sconfitto, ma il tradimento vero' non e' che non ha realizzato i suoi sogni ma che un giorno alla fine li ha traditi, non si e' piu' fidato della loro bellezza perche' lo esiliavano dal mondo, lo allontanavano dagli altri, lo ponevano nell ombra del giudizio, del diverso. E ha ceduto.
E certo, nel mio letto anche io mi rigiro nel cuore della notte, con l ansia del mio futuro che senza i sogni, senza immaginazione diventa buio e minaccioso e noi torniamo piccoli e indifesi.
E qui la suggestione vince, una suggestione della societa' che anela al potere sulle nostre vite, il potere di farci felici, di farci sentire accettati ed amati, rispettati e riconociuti e nella societa' quei valori sono rappresentati dal denaro dal lavoro e da tutte quegli oggetti che invece noi nostri sogni non ci sono mai stati, ma che lentamente con una suggestione continua sono entrati nei nostri aridi cuori.
La schiavitu' del dovere morale, familiare, etico, salomonico.
No, non c'e' bisogno di una rivoluzione, di abbattere il potere, di rinnegare gli illuminati ma serve una rivoluzione piu' difficile, piu' potente e l' unica che davvero nessuno puo' arrestare: la rivoluzione dei nostri sogni.
Nel Dionisio disordinato, vitale, ammaliatore, orgiastico, unito nel tutto, specchio del mondo possiamo tornare ai nostri sogni piu' vitali, a cercarli, a riconoscerli ad apprezzarli a farci guidare da loro.
Cosa puo' fermare un uomo che vive per i suoi sogni? Io credo nulla: diventa il motore della bellezza.
Possiamo riconoscere i nostri sogni e portandoli nel palmo della mano possiamo trasformarli in vita vera ad ogni passo, e per ogni passo in cui non ci riusciamo aquistiamo ancora piu' forza per fare un' altro passo.
Facciamoci il nostro spot, suggestioniamo noi la nostra mente, creiamo le immagini che vogliamo vivere, immaginiamo il mondo che vogliamo vedere ed inseguiamolo, allora si, forse egoisticamente, avremo salva l eternita' perche' le nostre azioni si colorano finalmente del nostro spirito.
E nasce l unione finale fra mondo e spirito, il Cristo nostro fratello.
quando sei li' con loro concentrati sul tuo potere, evocalo, sbatti il tuo scettro sul tavolo ripetutamente, senti il rumore dentro la tua testa e fallo ripetutamente, ossessivamente ed in modo concentrato.
Ci ho creduto e l ho fatto.
Colui che mi doveva accusare si e' scusato alla fine dei suoi errori invece di indagare sui miei.
Certo nella realta' l' avvocato era ben pagato e sicuro di se' ed ha operato sulla realta', sul mondo dei profani ed io agivo nel mondo della immaginazione della suggestione e per coincidenza e' andato tutto bene... solo una coincidenza?
Perche' le coincidenze che cosa sono se non magie che ci appaiono?
Siamo talmente impregnati della causa ed effetto che non la riconosciamo se non e' una mela che cade dall albero sulla testa.
Eppure per tutta la storia delll umanita' si sono cercati i "segni" nella natura, nel mondo dei sogni, nei templi, nei sacerdoti e sacerdotesse.
E adesso proprio ai segni non crediamo piu' e con essi dimentichiamo i simboli, la storia, la nostra storia, il nostro spirito e la forza della nostra immaginazione e della nostra suggestione.
Chi sono gli uomini che ammiriamo? Nella pnl proviamo a definire il modello del loro comportamento ed a ricrearlo per ottenere gli stessi risultati. Ma quello che non possiamo modellare e' la loro immaginazione forte, potente, coerente, come un fiume in piena.
Quanta immaginazione ha avuto Steve Jobs nel suo fantastico mondo digitale?
Olivetti nelle sue fabbriche degli anni 60 avanti di secoli nella ricerca del bilancio fra lavoro e vita quanta immaginazione ha avuto?
E nell' epoca della razionalita' la immaginazione dove e' andata a finire?
Offesa, vilipesa, emarginata nelle notti piu' buie, ogni tanto un barlume di sogno si riaffaccia alla nostra coscienza offuscata. E questo sogno, questa immagine, questa visione, qualsiasi essa sia: di una vita migliore, di una felicita' mai conosciuta' di un futuro piu' sereno, di un passato diverso viene soffocato appena nato e rimaniamo con la malinconia e la tristezza compagni di vita.
Con gli anni il fiato si fa piu' corto, il cuore si irrigidisce spesso fino all infarto, lo stomaco si gonfia fino alle ulcere, la spina dorsale si schiaccia spinta a terra, nel richiamo della terra che richiama a se gli organismi morti, le anime che non riescono a tirare su i pesanti corpi dei pensieri razionali.
Come la forza di gravita' la mela, i nostri pensieri, la nostra vita toccano tutti per terra, ancora e schiavi davvero e la nostra immaginazione non ci salva piu'.
Perche' spesso e' proprio l adolescenza il periodo piu' emozionante della nostra vita?
Perche' i nostri sogni ci emozionavano, avevano vita, avevano fame di futuro, sentivamo la forza delle nostre idee, la spinta dei desideri sessuali, aneliti di amicizia, di valori superiori tutti poi schiacchiati dalle scelte della convenienza, come se la vita si potesse davvero vivere secondo convenienza.
Cercando di allontare il dolore della speranza, i fuochi sacri dei sogni, annegando tutto nel brodo della sopravvivenza civile.
E chi ha avuto la forza di seguire i propri sogni? Spesso non ha avuto abbastanza forza per combattere per essi e si e' risvegliato un giorno tradendo l immaginazione e abbassando la testa alla normalizzazione, e si e' sentito sconfitto, ma il tradimento vero' non e' che non ha realizzato i suoi sogni ma che un giorno alla fine li ha traditi, non si e' piu' fidato della loro bellezza perche' lo esiliavano dal mondo, lo allontanavano dagli altri, lo ponevano nell ombra del giudizio, del diverso. E ha ceduto.
E certo, nel mio letto anche io mi rigiro nel cuore della notte, con l ansia del mio futuro che senza i sogni, senza immaginazione diventa buio e minaccioso e noi torniamo piccoli e indifesi.
E qui la suggestione vince, una suggestione della societa' che anela al potere sulle nostre vite, il potere di farci felici, di farci sentire accettati ed amati, rispettati e riconociuti e nella societa' quei valori sono rappresentati dal denaro dal lavoro e da tutte quegli oggetti che invece noi nostri sogni non ci sono mai stati, ma che lentamente con una suggestione continua sono entrati nei nostri aridi cuori.
La schiavitu' del dovere morale, familiare, etico, salomonico.
No, non c'e' bisogno di una rivoluzione, di abbattere il potere, di rinnegare gli illuminati ma serve una rivoluzione piu' difficile, piu' potente e l' unica che davvero nessuno puo' arrestare: la rivoluzione dei nostri sogni.
Nel Dionisio disordinato, vitale, ammaliatore, orgiastico, unito nel tutto, specchio del mondo possiamo tornare ai nostri sogni piu' vitali, a cercarli, a riconoscerli ad apprezzarli a farci guidare da loro.
Cosa puo' fermare un uomo che vive per i suoi sogni? Io credo nulla: diventa il motore della bellezza.
Possiamo riconoscere i nostri sogni e portandoli nel palmo della mano possiamo trasformarli in vita vera ad ogni passo, e per ogni passo in cui non ci riusciamo aquistiamo ancora piu' forza per fare un' altro passo.
Facciamoci il nostro spot, suggestioniamo noi la nostra mente, creiamo le immagini che vogliamo vivere, immaginiamo il mondo che vogliamo vedere ed inseguiamolo, allora si, forse egoisticamente, avremo salva l eternita' perche' le nostre azioni si colorano finalmente del nostro spirito.
E nasce l unione finale fra mondo e spirito, il Cristo nostro fratello.
mercoledì 5 giugno 2013
Wing tsun e la paura
Mi ritrovo sempre a combattere con la paura: quella dell' estraneo, del rapinatore, di quello che mi sfiora con la macchina, che mi fissa in metropolitana, di quello che mi minaccia per questioni incomprensibili, insomma a volte mi immagino fare lo swarzenneger o il bruce lee e dargliene quattro a chi dico io....
Ma come faccio? a parte quella mezzoretta dopo aver visto un film di azione con particolare adrenalina per il resto fra le due risposte universali che esistono in natura nello scontro con l' altro: attacca o scappa, la prima opzione non e' mai considerata.
E quindi? dopo l'ennessima fuga e nonostante la veneranda eta' di 42 anni decido di iniziare qualcosa che quando avevo 15 anni mi dicevano che non potevo fare perche' ero gia' troppo grande, ma forse me lo dicevo da solo.
Comunque vedo i film di Bourne supremacy e cerco lo stile di combattimento del protagonista Jason Bourne perche' mi sembra uno stile "facile": non ci sono i calci volanti, la tripla capriola mortale e via dicendo.
Trovo il wing tsun (o wing chun) anche se poi ho scoperto sbagliando che lo stile usato era il kali filippino sviluppato da Dan Inosanto, ma questi era un allievo di Bruce lee che era stato un allievo di IP man maestro di wing tsun e quindi alla fine tutto torna.
Si e' aperto un mondo meraviglioso: per i suoi praticanti i wing tsun e' un' arte marziale superiore in quanto fa della sua efficacia uno strumento potente sopratutto nel combattimento reale e non sportivo.
E quindi ragazzi ho fatto una scoperta fantastica: dopo 3 anni che seguo appassionatamente questa scuola, grazie anche al sifu Gio' che e' maestro di vita oltre che di arte marziale mi ritrovo ad avere piu' paura di prima!!
Non e' fantastico tutto cio? Certo adesso magari riesco a non prendermi il primo cazzotto, forse a darne uno anche io ma quando tu ti alleni e vedi che un piccolo gesto se va a bersagio puo' ucciderti, si ucciderti senza tante complicazioni, cambiano tutti i parametri!
Un colpo di taglio alla gola, alla tempia, un colpo profondo al fegato, o romperti i legamenti o insomma ogni ingiuria possibile e' veloce, semplice diventa possibile e il combattimento per strada, la disputa, il volere avere ragione a tutti i costi cambiano spessore.
Non si e' piu' come galli che si scontrano coi petti in alto per affermare una superiorita' in un combattimento rituale ma si apre la possibilita' che lo scontro diventi un incontro con conseguenze pesanti addirittura mortali.
Insomma quella che era una paura immaginaria diventa una reale possibilita' e succede una cosa incredibile, si evitano gli scontri, certo con paura ma una paura fatta di conoscenza.
E quindi credo che le arti marziali siano un allenamento allo sconto fra persone che possa favorire l'incontro.
E sopratutto l'arte marziale cinese, il wt in particolare fanno della flessibilita' l argomento principe dello scontro.
E diventare flessibili nel corpo, allenarlo alla flessibilita' obbliga anche la mente a seguire questo nuovo standard ed a rendersi piu' fluida, piu' armonica e quindi non c'e' piu' l opposizione al nemico, al male ma c'e' il lasciare fluire la forza contraria, a spostare il proprio corpo dal colpo nemico, a muoversi, cambiare angolo.. c'e' tutto un mondo di oportunita' da conoscere nel wt, sicuramente ci saranno altre discipline piu' filosofiche, piu' spirituali ma questa allena
profondamente la coordinazione
e la sensibilita'.
Ma come faccio? a parte quella mezzoretta dopo aver visto un film di azione con particolare adrenalina per il resto fra le due risposte universali che esistono in natura nello scontro con l' altro: attacca o scappa, la prima opzione non e' mai considerata.
E quindi? dopo l'ennessima fuga e nonostante la veneranda eta' di 42 anni decido di iniziare qualcosa che quando avevo 15 anni mi dicevano che non potevo fare perche' ero gia' troppo grande, ma forse me lo dicevo da solo.
Comunque vedo i film di Bourne supremacy e cerco lo stile di combattimento del protagonista Jason Bourne perche' mi sembra uno stile "facile": non ci sono i calci volanti, la tripla capriola mortale e via dicendo.
Trovo il wing tsun (o wing chun) anche se poi ho scoperto sbagliando che lo stile usato era il kali filippino sviluppato da Dan Inosanto, ma questi era un allievo di Bruce lee che era stato un allievo di IP man maestro di wing tsun e quindi alla fine tutto torna.
Si e' aperto un mondo meraviglioso: per i suoi praticanti i wing tsun e' un' arte marziale superiore in quanto fa della sua efficacia uno strumento potente sopratutto nel combattimento reale e non sportivo.
E quindi ragazzi ho fatto una scoperta fantastica: dopo 3 anni che seguo appassionatamente questa scuola, grazie anche al sifu Gio' che e' maestro di vita oltre che di arte marziale mi ritrovo ad avere piu' paura di prima!!
Non e' fantastico tutto cio? Certo adesso magari riesco a non prendermi il primo cazzotto, forse a darne uno anche io ma quando tu ti alleni e vedi che un piccolo gesto se va a bersagio puo' ucciderti, si ucciderti senza tante complicazioni, cambiano tutti i parametri!
Un colpo di taglio alla gola, alla tempia, un colpo profondo al fegato, o romperti i legamenti o insomma ogni ingiuria possibile e' veloce, semplice diventa possibile e il combattimento per strada, la disputa, il volere avere ragione a tutti i costi cambiano spessore.
Non si e' piu' come galli che si scontrano coi petti in alto per affermare una superiorita' in un combattimento rituale ma si apre la possibilita' che lo scontro diventi un incontro con conseguenze pesanti addirittura mortali.
Insomma quella che era una paura immaginaria diventa una reale possibilita' e succede una cosa incredibile, si evitano gli scontri, certo con paura ma una paura fatta di conoscenza.
E quindi credo che le arti marziali siano un allenamento allo sconto fra persone che possa favorire l'incontro.
E sopratutto l'arte marziale cinese, il wt in particolare fanno della flessibilita' l argomento principe dello scontro.
| Film IP MAN 2 |
profondamente la coordinazione
e la sensibilita'.
sabato 16 marzo 2013
Al confine del sesso
Ieri sera ho visto un film che non mi e' piaciuto affatto: Ted.
Questo orsacchiotto era una rivisitazione del classico orsacchiotto: fuma crack e scopa appena puo'!
Ma poi una connessione inaspettata si e' accesa nel incongruenza del film: il personaggio principale era messo alle strette dalla fidanzata a scegliere una vita di responsabilita' familiare rispetto ad una quotidianita' fatta di canne, telefilm e cazzate continue.
E quindi ho rivisto che ogni maschietto ha il suo orsachiotto con se' fatto di fancazzismo, divertimento e sesso spinto ad ogni passo.
Ieri ho letto un'altra notizia curiosa: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/muore_strangolato_gioco_erotico_cinta_collo/notizie/258472.shtml
Questo bravo impiegato si e' ucciso giocando cercando di trovare nuovi godimenti per se'.
E allora mi son chiesto ma questa ricerca del piacere sessuale che cosa e'?
Perche' viene inibita nella ricerca del divino? Secondo la religione cristiana ad esempio.
Perche' impiega tanta nostra energia quotidiana? Perche' e' uno dei veicoli migliori di pubblicita'? Tanto da mettere Banderas, simbolo della bellezza sensuale maschile in mezzo alle merendine? L' unica cosa di cui sono contento e' che finalmente si richiama anche la parte sessuale femminile, spesso trascurata per paura della sua forza prorompente. Infatti la forza sessuale viene repressa appunto per cercare nuove forme di controllo. Siamo proprio sicuri che esisterebbe la religione se fossimo tutti liberi di scopare come ci piacerebbe? siamo sicuri che ci sarebbe gente disposta a sacrificarsi tutto il giorno se avesse un reale continuo e pieno godimento del sesso?
Cioe' l'industria alimentare soddisfa il nostro bisogno di cibo oltre la naturale necessita' perche' ci guadagna, l industria religiosa soddisfa il nostro bisogno spirituale perche' ci guadagna, ma come mai non e' mai stata istituzionalizzata un' industria del sesso? Perche' se lo fosse davvero nessuno guadagnerebbe in quanto in piena liberta' morale e di giudizio ci si accoppierebbe senza bisogno di una industria che facesse da filtro fra noi e la nostra necessita' guadagnandoci.
La favola della mela e di Adamo ed Eva ci dice che il pudore nasce dalla conoscenza del bene e del male.
Ma il pudore da dove nasce? Dove nasce questo disagio di mostrare il proprio corpo?
Il rinascimento e' la rinascita del mondo antico ed in entrambi l'uomo e' al centro, l'uomo rappresentato "divinamento" con il proprio corpo, studiato in ogni suo dettaglio, postura, armonia ed espressione.
E noi quando studiamo il nostro corpo? Lo usiamo spesso come uno strumento, per uno scopo, come media di qualche esigenza razionale o psicologica ma mai come fine a se stesso.
Il corpo e' invece il nostro confine con il mondo, e' il contatto fra la nostra parte spirituale e l'altro da noi.
E' la nostra parte spirituale che sta vivendo una esperienza corporea.
Ma la nostra esperienza corporea viene resa importante solo nel momento dell'orgasmo cioe' quando per quell' attimo nulla ha piu' importanza, per l'attimo in cui dimentichiamo noi stessi.
E a quel punto abbiamo paura, perche' non conosciamo questo stato. E torniamo a dar importanza alla nostra mente, ai nostri pensieri cercando di contenere l'esperienza dell'orgasmo secondo le regole sociali, morali e comunque non naturali: sei solo mia, sei solo mio. Confondiamo l'esperienza con la persona.
Abbiamo paura che se il nostro partner arrivasse in questo stato di coscienza dell'orgasmo con altri non ci considererebbe piu' cosi' unici ed importanti.
Ma e' esattamente il contrario: e' il nostro corpo che ci porta in questo stato; noi dovremmo entrare in simbiosi con il nostro corpo e dare regole di condotta a noi stessi per permetterci di vivere questi viaggi fuori di coscienza razionale sempre piu' spesso.
Si cerca una societa' giusta, delle relazioni non aggressive, di accettazione dello stato di cose ma si soffoca la pulsione piu' potente dopo quella per la sopravvivenza.
Si e' sempre sbandierato che la remissione sessuale sia un prodotto della civilta' ma e' esattamente il contrario: la repressione e la norma sessuale sono strumenti di controllo del potere.
Una persona infelice ed insoddisfatta sara' ingranaggio nel sistema sociale per incrementare la ricchezza di alcuni, ed infatti le persone insoddisfatte e felici che non seguono le regole del sistema sono punite con severita' perche' non sono utili allo "scopo" del controllo.
E quindi il sesso e' l'esperienza piu' integrale che ci sia con il mondo, con gli altri mondi rappresentati dagli altri.
Ci liberiamo dal limite della solitudine cosmica, rientriamo in relazione con il tutto.
Esploriamo i nostri confini tramite il sesso per poter espandere la nostra coscienza.
Questo orsacchiotto era una rivisitazione del classico orsacchiotto: fuma crack e scopa appena puo'!
Ma poi una connessione inaspettata si e' accesa nel incongruenza del film: il personaggio principale era messo alle strette dalla fidanzata a scegliere una vita di responsabilita' familiare rispetto ad una quotidianita' fatta di canne, telefilm e cazzate continue.
E quindi ho rivisto che ogni maschietto ha il suo orsachiotto con se' fatto di fancazzismo, divertimento e sesso spinto ad ogni passo.
Ieri ho letto un'altra notizia curiosa: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/muore_strangolato_gioco_erotico_cinta_collo/notizie/258472.shtml
Questo bravo impiegato si e' ucciso giocando cercando di trovare nuovi godimenti per se'.
E allora mi son chiesto ma questa ricerca del piacere sessuale che cosa e'?
Perche' viene inibita nella ricerca del divino? Secondo la religione cristiana ad esempio.
Perche' impiega tanta nostra energia quotidiana? Perche' e' uno dei veicoli migliori di pubblicita'? Tanto da mettere Banderas, simbolo della bellezza sensuale maschile in mezzo alle merendine? L' unica cosa di cui sono contento e' che finalmente si richiama anche la parte sessuale femminile, spesso trascurata per paura della sua forza prorompente. Infatti la forza sessuale viene repressa appunto per cercare nuove forme di controllo. Siamo proprio sicuri che esisterebbe la religione se fossimo tutti liberi di scopare come ci piacerebbe? siamo sicuri che ci sarebbe gente disposta a sacrificarsi tutto il giorno se avesse un reale continuo e pieno godimento del sesso?
Cioe' l'industria alimentare soddisfa il nostro bisogno di cibo oltre la naturale necessita' perche' ci guadagna, l industria religiosa soddisfa il nostro bisogno spirituale perche' ci guadagna, ma come mai non e' mai stata istituzionalizzata un' industria del sesso? Perche' se lo fosse davvero nessuno guadagnerebbe in quanto in piena liberta' morale e di giudizio ci si accoppierebbe senza bisogno di una industria che facesse da filtro fra noi e la nostra necessita' guadagnandoci.
La favola della mela e di Adamo ed Eva ci dice che il pudore nasce dalla conoscenza del bene e del male.
Ma il pudore da dove nasce? Dove nasce questo disagio di mostrare il proprio corpo?
Il rinascimento e' la rinascita del mondo antico ed in entrambi l'uomo e' al centro, l'uomo rappresentato "divinamento" con il proprio corpo, studiato in ogni suo dettaglio, postura, armonia ed espressione.
E noi quando studiamo il nostro corpo? Lo usiamo spesso come uno strumento, per uno scopo, come media di qualche esigenza razionale o psicologica ma mai come fine a se stesso.
Il corpo e' invece il nostro confine con il mondo, e' il contatto fra la nostra parte spirituale e l'altro da noi.
E' la nostra parte spirituale che sta vivendo una esperienza corporea.
Ma la nostra esperienza corporea viene resa importante solo nel momento dell'orgasmo cioe' quando per quell' attimo nulla ha piu' importanza, per l'attimo in cui dimentichiamo noi stessi.
E a quel punto abbiamo paura, perche' non conosciamo questo stato. E torniamo a dar importanza alla nostra mente, ai nostri pensieri cercando di contenere l'esperienza dell'orgasmo secondo le regole sociali, morali e comunque non naturali: sei solo mia, sei solo mio. Confondiamo l'esperienza con la persona.
Abbiamo paura che se il nostro partner arrivasse in questo stato di coscienza dell'orgasmo con altri non ci considererebbe piu' cosi' unici ed importanti.
Ma e' esattamente il contrario: e' il nostro corpo che ci porta in questo stato; noi dovremmo entrare in simbiosi con il nostro corpo e dare regole di condotta a noi stessi per permetterci di vivere questi viaggi fuori di coscienza razionale sempre piu' spesso.
Si cerca una societa' giusta, delle relazioni non aggressive, di accettazione dello stato di cose ma si soffoca la pulsione piu' potente dopo quella per la sopravvivenza.
Si e' sempre sbandierato che la remissione sessuale sia un prodotto della civilta' ma e' esattamente il contrario: la repressione e la norma sessuale sono strumenti di controllo del potere.
Una persona infelice ed insoddisfatta sara' ingranaggio nel sistema sociale per incrementare la ricchezza di alcuni, ed infatti le persone insoddisfatte e felici che non seguono le regole del sistema sono punite con severita' perche' non sono utili allo "scopo" del controllo.
E quindi il sesso e' l'esperienza piu' integrale che ci sia con il mondo, con gli altri mondi rappresentati dagli altri.
Ci liberiamo dal limite della solitudine cosmica, rientriamo in relazione con il tutto.
Esploriamo i nostri confini tramite il sesso per poter espandere la nostra coscienza.
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