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domenica 24 gennaio 2016

Il gran visionario

Il gran visir era il grado piu' alto sotto il sovrano dell impero ottomano e forse anche dell impero egizio sotto il faraone. E allora cercando la nuova visione che accompagnera' il mio percorso nel 2016 credo che la capacita' di disegnare nella mia immaginazione e di provare le emozioni associate a questa visione sia il grado piu' alto decisionale della mia attivita' quotidiana chiamata vita.
Se non hai una visione piu o meno chiara di quello che deve essere il tuo alla fine di un percorso, in qualsiasi ambito vuol dire che stai galleggiando sui flutti dell esistenza come un naufrago, senza meta e con poche speranze. E' vero: a volte anche le migliori visioni hanno una scarsa capacita' di diventare realta'.
Ma la giusta visione deve essere integrata completamente nel proprio io:
bisogna usare il cuore per crederci senza paura, bisogna usare la mente per scegliere la strategia migliore per far diventare la visione vita, si usa il proprio corpo come serbatoio di energia per resistere ai momenti difficili ed agire con continuita' e si usera' la propria anima per disegnare il simbolo del significato della propria visione. E la visione, quella vera' quella che fa battere il proprio cuore ogni momento e' quella che seduce chi non ne ha una, che seduce chi ha la propria e capisce il valore di un altra perche' la visione vera va oltre la competizione ma anzi crea nuovi equilibri nei rapporti fra le persone.
Si dice che i grandi leader siano innanzitutto dei visionari ma penso che i grandi leader siano innanzitutto dei buoni comunicatori e che quindi abbiano la capacita' di trasmettere la propria visione con l intensita' e la passione di chi ha una visione chiara e potete e sa comunicarla.
Ma chi e' un buon comunicatore se non colui che si interessa agli altri? Che riesce ad interagire pienamente con gli altri? ma interagendo pienamente non puo' che trasmettere con potenza il suo messaggio che viene accolto e riconosciuto o se non accolto di certo rispettato.
Chi puo' seguire un leader se non qualcuno che si sente veramente capito e riconosciuto dal leader o dalla sua visione?
Attenzione alla trappola della visione presa a prestito da altri di cui confondiamo i vantaggi con i presupposti ovvero si confonde la causa con la conseguenza.
Spesso le nostre visioni non sono le nostre ma imposte dai nostri genitori secondo i loro parametri, questa forse e' la crisi piu' grande del momento attuale: i valori ed i principi che valgono nel mondo attuale non sono gli stessi che ci hanno trasmesso i nostri genitori.
Servono nuove visioni, profonde, radicali ma sopratutto personali. Non si possono avere visioni generiche su un mondo migliore in cui tutti siamo buoni, ma potremmo avere una visione in cui noi siamo buoni e frequentiamo solo persone buone ma di certo non possiamo eliminare chi e' diverso da noi. Questa non sarebbe una visione ma una presunzione totalitaria che, per inciso, spesso procura grossi cambiamenti epocali con conseguenze disastrose.
O confondiamo il mezzo con il risultato: i soldi e la ricchezza. I soldi e la ricchezza sono solo il riconoscimento sociale della nostra visione. I soldi senza visione sono acqua non potabile, buona per essere puliti e carini ma non per dissetarci. Sopratutto domandiamoci pure che cosa i soldi rappresentano per noi: sicurezza? Potere? Rispetto? Amore, forse tutte insieme? Ma queste non sono delle visioni della nostra vita ideale, sono dei sentimenti che vorremmo provare e releghiamo al mondo economico. Sappiam con certezza che i soldi non procurano nessuna felicita' se non si ha gia'. Attenzione di certo non si puo' prescidere dal discorso economico nel mondo attuale, e' necessario come la caccia per gli uomini primitivi.
Ma la visione e' qualcosa di molto piu' profondo e' qualcosa che si vive sapendo che la nostra vita e' a prestito dall universo che non si quando bisogna restituire e quindi vale la pena di spendere la vita per quello che ci fa battere il cuore oltre i nostri bisogni di bambini incompresi. La visione e' il percorso dell uomo verso la sua vita.
Buona visione a tutti

domenica 10 gennaio 2016

La morte si avvicina

Con un balzo, con la notizia del ricovero di un parente caro, anziano si ma in sostanziale buona salute.
La vita si ritrova in uno scocchio di medio e pollice alla sua fine. Nell attimo di incontro fra un respiro ed una ispirazione che non avverra mai. Come poi e' un po' la morte coscienziale, in cui espiriamo i nostri malumori ma non riusciamo piu' ad inspirare dal mondo intorno a noi nessuna idea o sentimento migliore di ieri e lo aspettiamo ad una svolta che non incontriamo mai perche' poi evitiamo gli angoli delle decisioni difficili e restiamo sui nostri binari sicuri, binari del nostro tran-tran quotidiano.
La storia, come argomento di studio puo' anche essere lineare, ed il potere si puo' distendere su una linea temporale retta verso l' infinito ma la nostra vita non e' che un cerchio chiuso su se stesso definitivamente.
Il simbolo temporale e' il quadrato e quello divino e' il cerchio e ad oggi la nostra scienza arrogante non ha ancora trovato il modo di trasformare il cerchio in quadrato. La scintilla divina e non in in nostro potere fa ottenere risultati diversi dal dio di tutti noi chiamato vita.
Non per nulla non riusciremmo mai a disegnare un cerchio perfetto, ed anche in natura esso non esiste, e' solo un' idea ben presente ma non riproducibile dall essere umano.
E allora il mio simbolo di ferma al triangolo, solido, al doppio di un'ascia bipenne stilizzata.
Ma la mia vita si disegna nel cerchio della vita aspirando alla spirale: ad un cerchio possibile, mai chiuso e sempre in estensione nello spazio piano della mente tridimensionale che proietta bidimensionalmente sul foglio bianco della volonta'.
La simbologia e' un argomento immenso ed affascinante ma mi fermo alle mie impressioni immediate, al rapporto fra la mia mente e le sensazioni dei miei sensi, questo forse il limite della mia ricerca dell oltre ma anche il mio punto di partenza per oltre.
Quindi assumendo la circolarita' della vita mi impegnero' da oggi in poi a cercare la spirale, e lo faro' aumentando il mio impegno e rendendo piu' difficili i miei obiettivi.
Sono abbastanza grande per poter rinunciare ad un sano fancazzismo giovanile che forse si e' trascinato per qualche tempo oltre il dovuto.
La ricerca del piacere e' da posizionare differentemente dalla ricerca dei significati.
Spesso si confonde il benessere con il significato ultimo della nostra esistenza rendendo i nostri corpi degli accessori scomodi e malati, le nostre menti delle discariche delle manipolazioni di psicologi del consumismo, del capitalismo e della produzione antiecologica.
Certo, puo' sembrare paradossale pensarlo dopo una settimana di vacanza, bevendo un the caldo e fumando un sigaro nel proprio studio caldo, con due micetti accoccolati sulla poltrona di fronte.
Ma oggi si celebra me, la mia fortuna ed i miei talenti e lo sto facendo secondo i miei ideali e lo sto facendo in piena coscienza e riconoscenza al dio della vita.
Quest'anno non avro' alibi e togliero' le ultime scuse per lottare per i miei ideali di vita e di benessere cercando la strada piu' difficile ma percorrendola con una nuova consapevolezza: che il percorso e' esso stesso la mia vita ed i risultati sono solo delle corone sociali che usiamo per farci amare nonostante tutto.
Ma ogni giorno rendero' degno il mio dono cercando di ottenere il massimo da me, di ispirare a dare il massimo chi e' intorno a me. Allarghero' il cerchio della vita spingendo affinche' sia una spirale coinvolgente ogni parte del mio mondo.
Quando la morte bussera' per me spero solo di aver vissuto degnamente la mia vita: e lo faro' ogni giorno, riempiendo il mio tempo con dovere e piacere ma con un impegno nuovo e reale.

sabato 19 dicembre 2015

Cenone di fine anno

L'abbondanza e' sempre stato una cosa che ho ricercato. E' come combattere una forma ossessiva di ansia: se ho di piu' di quello che mi serve posso stare tranquillo che forse ne ho abbastanza.
E mi son sempre ritrovato ad ammucchiare, perche' l'abbondanza in fondo non e' naturale o comunque non serve a nulla: un albero i cui frutti non vengono colti marciscono e l'albero l'anno successivo ne fa molti di meno. A fine anno si celebra lo spreco con cenoni luculliani fino allo stordimento.
Si accumulano oggetti in casa fino a stipare oggetti che non verranno usati per il resto della propria vita e meno che meno di quella dei nostri discendenti.
Si accumulano ricchezze inspendibili solo per una brama di sicurezza o di potere nelle relazioni umane.
Non voglio brindare alla decrescita felice: si puo' decrescere solo se si ha tanto, e tutto sommato se si ha tanto non si e' abituati ad avere poco e fa una strana sensazione quella mancanza di piccole abitudini di eccesso che diventano parte di noi.
L'avidita' diventa come riempire una buca grande come il mare: impossibile da finire, una sete che non si spegne mai perche' riempie di
beni materiali una mancanza emotiva: quella di sentirsi parte del tutto, una cellula di un universo che non ci rifiuta ma che ci accoglie indistintamente se siamo bravi o cattivi ragazzi.
E' un po' come la paura di morire: una paura che non puo' essere sconfitta ma come un macigno ci accompagna ogni giorni appesantendo la nostra vita.
Se riuscissimo almeno e solo per un attimo a sentire il respiro dell universo insieme al nostro, se per un solo attimo riuscissimo a sfuggire dalla gabbia dei pensieri potremmo riconoscere la nostra esistenza, il nostro essere, la nostra piccolezza insieme alla nostra grandezza di organismi viventi e pieni del diritto di respirare ogni attimo.
C'e' il famoso esercizio della fiducia nel prossimo che consiglio a tutti: quello di avere un compagno alle nostre spalle e di lasciarci cadere all indietro senza guardare. Dovremmo solo fidarci che il nostro compagno ci prenda con le braccia prima di cadere per terra.
Questo ci crea un nuovo equilibrio, fa scattare un meccanismo di assunzione dell altro diverso da noi come parte di un sistema che puo' reggere le nostre cadute fisiche ed in fondo anche psicologiche.
Se anche quest'anno andremo a prepare cenoni luculliani facciamolo lo stesso, ma usiamo l accortezza di invitare qualcun altro con noi, dividiamo il nostro benessere, questa e' una delle formule di ricchezza dello spirito.
Dividendo quello che abbiamo con altri sazieremo in parte il nostro spirito di insicurezza perche' se riusciamo a dare a qualcun altro avremo la capacita' di relazionarci e di essere in sintonia con l'universo.
Non siamo nati per stare da soli, anche se da soli nasciamo e moriamo e riconosciamo il nostro dolore esistenziale e' solo dividendo con altri che riusciamo a saziare la nostra sete di vita.
Se abbiamo abbondanza spargiamola al mondo o impieghiamola per craerne altra per noi e per gli altri.
Attenzione non parlo di carita' o di beneficienza, parlo di con-divisione della propria fortuna o del proprio talento solo questo ci rende piu' umani e piu' vicini alla nostra piccola vita e ci rende immortali perche' riusciamo ad andare molto oltre il nostro piccolo e debole io.

domenica 6 dicembre 2015

Sangue chiama sangue

I pacifisti sono stati sempre visti come degli ingenui da molti e dei sognatori da molti altri compresi cantanti morti ammazzati...
La pace e' diventata una condizione utopica, ormai, per le nostre coscienze come lo e' diventata il comunismo prima e l anarchia poi.
Ma in fondo l'equazione e' semplice: quando nessun potere supporta una posizione ideologica per i suoi scopi di predominio in poco tempo e con poche mosse quella posizione viene abbandonata dal supporto economico e quindi destinata ad una elite di intellettuali assenti dalle stanze dei bottoni, dagli intellettuali da salotto imboniti dal benessere materiale e dalle promesse demagogiche di politici, attori che improvvisano un ruolo difficile da mantenere nella successione di impoverimento materiale.
Anche stavolta, come nei periodi piu' bui, si smontano le condizioni di benessere materiale di chi riesce a mantenere se e la propria famiglia con il lavoro e l'ingegno e si premiano invece le aristocrazie parassitarie di un imprenditoria vampira di un sistema fallace e destinato alla matematica implosione. Vampiri che cercano di stare ai bordi dell esplosione sociale manovrando paraventi di comunicazione a volte molto furbi e spesso tristemente ignari delle loro firme su progetti di lobbismo economico e ingordi di monopolismo.
Si chiama un uomo nero e lo si spauracchia nel mondo cosi' da poterlo bersagliare dei problemi del mondo, dimenticando i crampi della fame di giustizia sociale ed economica.
L'ultimo decennio e' servito a smontare anche l'idea del diritto del lavoro, della dignita' materiale in un mondo governato da dei terreni e commerciali.
Possiamo certo rinunciare al lavoro se avessimo una vita comunque degna di essere vissuta.
Ma in questo mondo attuale senza la capacita' e la possibilita' di cedere il proprio tempo, gran parte della nostra giornata attiva in cambio di briciole di potere di acquisto e quindi dignita' di cittadini ogni discorso diventa vano. Ogni ricetta governativa si scontra contro il drenaggio del potere che elimina diritti spacciandoli per mali minori di un percorso di rinascita che invero non potra' mai esserci finche' il sistema sara' questo.
Mi trovo spesso nel dubbio su quali valori rappresentare e innalzare a mio figlio.
Mi trovo in difficolta' a sbandierare un etica kantiana di rispetto della maggioranza, dell altrui bisogno se questa diventa solo una rinuncia alla propria individuazione ed affermazione.
Mi trovo in difficolta' a richiamare principi svuotati di un valore quotidiano e su cui poter fare una difesa di un futuro migliore che e' inimmaginabile con le attuali regole di sopravvivenza pura in una civilta' che diventa arcaica ma solo per la violenza ogni giorno di piu'.
La competizione professionale e' diventata la nuova arena per i gladiatori del futuro che saranno i lavoratori, giudicati da una massa affamata ed impaurita.
Dovro' allenare mio figlio alla guerra richiamando la pace, cioe' trasmettendo un messaggio schizofrenico ed incomprensibile e di fondo forse anche sbagliato.
Il sangue richiama il sangue e la poverta' non puo' che richiamare miseria materiale e spirituale, in un avvitamento senza fine.
Mi sforzero' di cercare luoghi e persone di pace, di dare il buon esempio di fare come il buon samaritano.
Dovro' farlo non per principio cristiano ma per principio di vita.
Per un richiamo ad una fratellanza reale e non solo virtuale, spero di avere sempre abbastanza forza per aiutare chi amo e chi avra' bisogno.
The life of David Gale
L' egoismo puo' essere esercitato solo in periodi di abbondanza, quando in un paradiso in terra di abbondanza si puo' pretendere di avere ancora di piu' per una sazieta mai giunta.
Ma l egoismo in una societa' povera non e' che polvere da sparo, che non ricuce una possibile evoluzione.
Siamo costretti ad essere piu' buoni per salvare il nostro mondo, se siamo egoisti possiamo salvare solo noi stessi ma solo se siamo dalla parte giusta della societa', se siamo nella maggioranza affamata siamo costretti ad essere buoni fra di noi e severi con gli egoisti perche' il sangue chiama sempre e solo il sangue.
Ma l'unico sangue che e' degno di essere versato e' quello sacrificale per tutti ma agito solo come azione libera ed autonoma ed espressa come reale volonta'e non come trappola moralistica.

domenica 15 novembre 2015

Bomba o non Bomba

Siam cresciuti in Italia in un paese ufficialmente non in guerra ma con decenni di terrorismo, attentati, stragi.
Poi il potere si e' trasformato e da quello militare si e' scoperto quello economico e quindi qui son finite le bombe e sono iniziati i furti, l'esproprio proletario impallidisce di fronte alla corruzione, ovvero le roialty che ogni attivita' produttive deve versare al potete di turno per esercitare il suo dovere, che invece diventa una concessione personale. Ovviamente pagando per fornire servizi pubblici questo costo si e' riversato ben bene su tutti noi.
L'europa unita adesso ci chiede di pagare un debito nazionale, i nostri politici stanno sforzandosi di farci pagare solo gli interessi...
Credo sia difficile rompere questo meccanismo perfetto, questa mano invisibile dell economia che invece di riequilibrare il mercato sta premiando il capitalismo piu' evoluto.
Il rigurgito evoluzionistico del web e' gia' stato assorbito dal sistema economico ed e' diventato una sua emanazione, l'arte rivoluzionaria e' diventata espressione del potere gia' dai tempi del fascimo.
Tant'e' che le opere fasciste possono essere apprezzate solo ora a distanza di 100 anni dalla sua realizzazione, adesso che la spinta comunicativa e la manipolazione dell estabilishment si e' esaurita.
E adesso, come allora le bombe ripiovono su di noi, non piu' in Italia ma in europa, a Parigi.
E' spaventoso diventare vittime mentre si guarda un concerto o si mangia una pizza al ristorante, ci viene tolto anche l'ultima briciola di dignita' civile di lavoratori schiavi ma consumatori ancora apparentemente liberi.
E invece il nemico ci colpisce proprio nella nostra identita' capitalista: prima fu il world trade center che tradotto e' centro di commercio mondiale mettendo un dito insanguinato nella nostra forza di occidente colto ed avanzato. Il nemico ci fa vedere morti ammazzati, giustiziati in modo sanguinoso e crudele, cosi' come vediamo nei migliori film di azione della nostra produzione cinematografica, anch'essa massima espressione della civilta' dell' immagine, che richiama la morte come espressione di potenza umana invece dell'amore.
E siamo in guerra, in vera guerra, una guerra senza confini, trincee, ma una guerra di religione o meglio in una guerra di nuovo ideologica, come fu quella degli anni settanza in Italia.
E ci ritroviamo a combattere una guerra in nome di chi da questo capitalismo ha solo vantaggi, difendendo con la nostra vita e sterminando migliaia di vite altrui in paesi lontani, esotici ma invisibili alle nostre coscienze.
Siamo sicuri di aver individuato il nemico? che sia davvero un bastardo e musulmano? E che non sia invece un libertario rivoluzionario che deve rompere un meccanismo che e' davvero impossibile aggiustare?
Ci ritroviamo ad anelare alla nostra apparente liberta' ad avere paura per i nostri cari senza realizzare che questi sono solo gli effetti collaterali di una guerra mondiale di un'economia che detiene e persegue il suo potere nonostante il bene morale della popolazione del mondo.
Possiamo sterminare l'isis e tutti i suoi membri ma se continuiamo ad affamare il mondo ci sara' sempre qualcuno che avra' come unica azione concreta per cambiare il mondo di uccidere.
Non ho la soluzione, ma son sicuro solo che bomba richiama altre bombe e dobbiamo trovare un'altra strada per il nostro futuro, trovare un futuro diverso dal presente e dal passato.

domenica 8 novembre 2015

La strada maestra

Anni fa in un momento in cui stavo iniziando a fare di nuovo business, dopo un pessimo periodo lavorativo, incontrai un concorrente che mi disse: "vedo che ti sei rimesso in carreggiata".
Quella frase mi resto' impressa perche' da allora mi fu piu' chiaro di prima che ci sono molti modi per fare le cose, ma alcuni sono quelli piu' convenienti e diretti, appunto come una strada maestra, ovvero una strada con carreggiate, ed esserci su vuol dire andare nella direzione giusta.
E ieri trovandomi senza respiro, sdraiato per terra, cercando, senza riuscirci, di arrivare sul ciglio del burrone, mi son reso conto che senza una strada segnata da seguire il percorso diventa difficile, forse impossibile.
Quindi se io non seguo la strada segnata da qualcun altro non riesco a muovermi? Mi perdo?
E perche' vicino al vuoto il terrore mi blocca in modo prepotente? E come si fa a salire in alto se c'e' tanta paura del vuoto sotto? Per salire bisogna muoversi in alto, ma alto esiste solo come distanza dal basso e quindi come riuscirci se il mio corpo rifiuta la verticalita'?
Seduto qui sulla mia sedia solo a ripensare alla vicinanza del precipizio si blocca il respiro di nuovo, come se davvero fossi in pericolo, quando poi non lo ero nemmeno li, sopra la montagna spaccata di Gaeta, anche se i pochi centimetri di distanza dal salto di 150 metri sul mare pulsavano adrenalina in circolo.
L'adrenalina ti stanca, e' come un turbo che scarica il tuo sistema in pochi secondi, che in una vita primitiva forse ti salvavano la vita ma adesso sono solo reazioni improprie, o forse no.
Come dice Jovanotti la vertigine, forse definitivamente, non e' paura di cadere ma paura di volare. E se si dice volere o volare... forse possiamo usare la nostra volonta' di Icaro per sfidare gli dei, ma dobbiamo usare la arguzia di Dedalo per non cadere con le nostre ali di cera della nostra volonta'.
Il respiro riusciva a riprendersi solo unendosi alla risacca del mare, respiro della terra incessante ed armonico, che riprendeva il mio corpo e lo salvava dalle trappole mentali delle nostre fatue volonta', del nostro smarrimento nel cammin di nostra vita, nel passare oltre il sentiero nel bosco indifferente alla volonta' umana.
Nella montagna spaccata di Gaeta c'e' un monastero e un giaciglio di pietra dove dormi' San filippo Neri che invita gli uomini a volare bassi, strana affermazione per chi ha vissuta una vita dormendo su una roccia a strapiombo sul mare.
E poco piu' su nel punto piu' alto del monte Orlando il Mausoleo di un console romano tenuto in perfetto stato, anche se svuotato dai suoi millenari tesori, circolare ed imponente come la vita del console che fece di Roma la storia con atti e gesta politiche e militari giuste.
E nella montagna spaccata dal dispiacere della morte di Gesu' cristo e' stata costruita un'opera ciclopica militare dalla nuova Italia sabauda alla fine dell’800, una batteria militare per poter colpire navi nemiche nascondendosi nella vegetazione ed usata durante la seconda guerra mondiale da basi tedesche che pero' non hanno sparato nessun colpo per difendere una postazione divenuta inutile appena costruita per il cambio delle tattiche di guerra.
L'opera e' pero' servita a tante coppiette di Gaeta per vivere l'amor profano, a detta della guida, volontaria, ed e' verosimile essendo una costruzione nel ventre della montagna completamente buia ed appartata ma come un budello lungo addirittura 600 metri che costruito per la guerra ha celebrato solo l'amore.
Infine la grotta del Turco in cui il respiro del mare si quieta invitando i corpi ad immergersi nel suo mare splendido, a ritrovare l'unione fra aria roccia ed acqua con il piccolo essere umano che spesso ha bisogno di guide e di esperti per conoscere l'opera di altri uomini, ma ha bisogno solo di respirare profondamente e svuotare la mente dai virus dei pensieri alieni per tornare a fondersi con una natura fiera libera e perfetta.



domenica 1 novembre 2015

Il dialogo muto

L' arte e' per la borghesia la ricerca della aristocrazia mancante, del peccato originale che oguno che ascende cerca di reinventare per annullare il punto oscuro di partenza che ancora vincola i suoi sensi di colpa.
Sensi di colpa del cristiano che non e' mansueto agnello da sacrificio e senso di colpa per la sua predatoria presenza nella societa' ingiusta e sostanzialmente incoerente verso la massa che dovrebbe rappresentare.
E ritorna l'ipocrisia di un'arte che dovrebbe esprimere una innovazione ed invece si ritrova vittima dei cartelloni sponsoristici delle banche massimo emblema del sistema che si vorrebbe rinnovare: inconciliabile.
La biennale di Venezia del 2015 si ispira ai futuri possibili e sono tutti futuri tecnologici, in cui la natura appare senza rimedio vittima. E l'uomo come essere naturale soccombe definitivamente.
Ci sono momenti in cui passeggiando fra le opere d'arte una brezza soffia nel nostro cuore, in cui la meraviglia si scompone in momenti di angoscia ricreata dall'artista ed altri di angoscia dettati dalla lontananza della comunicazione fra il normale e le ossessioni non codificate di artisti del mondo, nel mondo.
Messaggeri di messaggi antichi, filosofi della materia li definirei, nella ricerca della espressione si modella la materia in modi inusuali e non industriali.
Se domani qualcuno mi chiamasse dicendomi ti e' affidato il padiglione dell Italia, rappresenta il tuo futuro, immaginario o ipotetico lo farei? Avrei i miei strumenti?
Facile e' criticare la sconfitta degli anarchici che raccolgono i soldi dei capitalisti, adesso che non hanno piu' le sovvenzioni del pci e dei suoi amici.
Ma se oggi anche l'arte e' espressione dei predatori del mondo, e' gestita e pagata dai vincitori del sistema iniquo del capitalismo come possiamo uscire dalla trappola?
Come la maschera d'ossigeno del pilota russo essa vuole pilotare il mondo ma ha bisogno dell'ossigeno di chi lo controlla, una trappola di vetro infrangibile.
Sono soddisfatto comunque che tanta bellezza venga rappresentata, anche se facilmente rappresenta le brutture dell uomo come animale al guado fra l'animalita' della Grecia e l apoteosi della Slovenia, come l ancora che non mantiene fermo nessun progresso e si ritrova con la melanconia alchemica al suo fianco, antico compagno di esplorazione dell uomo e dell'umano.
Son contento di aver finalmente alla mia veneranda eta' aver assaporato una giornata di arte, di nuove espressioni, di aver portato le persone piu' care al mondo, mia moglie e mio figlio.
Spero che ognuno di noi trovi la propria capacita' di espressione di se', dell essere umano in noi e di tutte le nostre debolezze, richiamando anche le nostre grandezze.
Sono contento che ci sia nonostante tutto la possibilita' di sudare per le proprie idee, per le proprie emozioni, che lo possano fare cosi' tante persone e per cosi' tantissime persone amanti delle espressioni che vadano oltre le cornici dell ordinario, del quotidiano.
Per non far sembrare questo solo un sogno ma un orizzonte vastissimo per la mente, un orizzonte da voler e poter raggiungere con la propria intenzionalita', con la propria speranza e sperando che ci sia sempre abbastanza energia e consapevolezza per non farsi schiacciare dalla mano invisibile del capitalismo ingiusto.
Ma accarezzati da una reale capacita' di esprimere la propria rivoluzione la propria innovazione nonostante tutto e tutti.
Forse davvero l'uomo moderno si trova in un vicolo cieco di sviluppo e forse deve tornare indietro, ma sperando che non ci si fermi ad una epoca in cui predatori e predati tornino ad essere le antitesi che si sono sempre continuate ad esprimere nella civilta' conosciuta.
Ricordiamo con gli orrori i totalitarismi e siamo indulgenti con una democrazia paternamente ingiusta.
Andare eoni indietro, ad una cellula indivisa in un brodo primordiale e rinascere come abbracci nuovi, riprendendo l'energia universale e sufficiente per noi.
La domanda a cui dovro' rispondere come esploratore dell uomo: c'e' abbastanza energia per vivere la vita per tutti?