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domenica 20 marzo 2016

I maestri visibili

Spesso ci ritroviamo a pensare ai nostri genitori e ci ritroviamo una volta molto grandi a capire tante scelte e comportamenti all epoca incomprensibili ai nostri occhi. Se siamo fortunati riusciamo a perdonarli quando sono ancora in vita altrimenti rimane un velenoso senso di colpa che amareggia un po' il rapporto con i nostri di figli. Io non so se ancora l'ho perdonati ma di certo son sicuro che mia madre mi ha insegnato alcune cose importanti, a tenere su la bandiera sui valori di rispetto ed autonomia ed altri di un progressismo che ormai sembra diventato un mondo scomparso come quello del pianeta delle scimmie.
Succede se non siamo stati saziati a dovere di regole e comportamenti ed etichette di cercare altri maestri.
Succede quando sentiamo un vuoto interno dato da confusione o indecisione o di alcune informazioni importanti in contrasto dentro di noi che cerchiamo la regola aurea che puo' darci il metro del nostro agire.
E allora leggiamo e seguiamo corsi ed ogni tanto qualche lampo di pensiero, un nuovo percorso neuronale si accende, una nuova voce si accende nel nostro orecchio e allora il puzzle della saggezza sembra alla nostra portata.
Ma una verita' e' che non possiamo abbandonare alcune parti di noi ma solo usarle e renderle adatte alla nostra vita perche' sono funzionali anche quando sono diverse rispetto ai nostri ideali. E modificare una piccolissima parte con grande lavoro di sudore ed impegno e dopo tanti piccoli passi magari scivolare e disperarsi per aver perso tutto il lavoro fatto.
Ma questa e' la nostra opera prima: lavorare su di noi, lavorando su di noi lavoriamo sul mondo intero.
E certo per poter meglio lavorare abbiamo bisogno degli altri come specchi, come stimolo, come reazione, come affetto e comprensione per i nostri sforzi.
Ma sopratutto abbiamo bisogno di maestri e i maestri che preferisco sono quelli che si fanno pagare perche' vuol dire che hanno un egoismo misurato nel contratto che stabiliscono con te.
Quelli che non si fanno pagare sono pericolosi perche' non si sa cosa vogliono in cambio, perche' di certo nelle relazioni abbiamo sempre qualcosa che vogliamo, di qualsiasi natura sia: desiderio o bisogno.
E possiamo stabilire noi per primi quando andiamo da qualcuno per imparare che cosa vogliamo: qualsiasi cosa essa sia dobbiamo stabilirla, potremmo scoprire magari che quello che volevamo in verita' era diverso da quello che pensavamo ma stabilendolo possiamo misurare nella misura umana e terrena il nostro lavoro alchemico su di noi.
Ho corso la Roma-ostia con l'obiettivo di finirla e ci sono riuscito, per uno come me che non ha mai fatto sport e' un grande traguardo. Oltre un esperienza umana e stoica notevole.
E sento doveroso iniziare a ringraziare i miei mastri visibili:
da mia madre: paladina delle emozioni e della vita vissuta;
da mio nonno: primo guerriero del capitalismo che e' partito dalla fame alla regola della disciplina;
da Gennaro Setola: compagno bambino forte con i forti e gentile con i deboli e la sua strada dello yoghi;
da Alfio Bardolla: che ha insegnato che i soldi e la ricchezza si possono addomesticare;
da Antony Robbins: che con la giusta energia i limiti possono essere spostati molto in la';
da Roberto Re: che mi ha fatto riscoprire il bambino ed il maestro in me;
da Andrea Favaretto: che mi ha fatto prendere confidenza con me stesso e riscrivere i miei pensieri;
da Nello Mangiameli: che mi ha aiutato ad esplorare quello che conoscevo e dato la bussola per andare attraverso quello che non conosco senza perdermi;
da tutti i miei amici che mi hanno aiutato a migliorare per me e per loro;
da tutti i miei nemici: che hanno combattuto i miei limiti e permesso di diventare piu' forte per combatterli;
dalla mia famiglia che mi da la gioia di tutti i giorni ad affrontare e risolvere la vita anche per loro;
a me stesso che credo che possa farcela nonostante tutto e comunque vada la vita e' una storia fantastica.

domenica 6 marzo 2016

Caccia al tesoro

Spesso passiamo la nostra vita nella caccia al tesoro. A volte lo troviamo ed a volte no.
Possiamo girare il mondo e trovarci come l'alchimista di Coelho ad avere il tesoro nascosto proprio dietro casa nostra. A volte lo troviamo ma e' molto piu' piccolo di quello che ci aspettavamo. A volte lo troviamo ed abbiamo un nuovo grande problema di come proteggerlo. In ogni caso la caccia al tesoro non e' mai finita: sia che si tratti delle bollette e del mutuo a fine mese sia che si tratti dell automomobile dei nostri sogni, del viaggio dei nostri sogni, del futuro sicuro per i nostri figli.
Ma per trovare il tesoro perdiamo spesso altri tesori: i nostri affetti, la nostra salute e sopratutto il nostro tempo. E allora viene da domandarsi quale sia la strada giusta, ma ovviamente la domanda giusta e': quale e' la strada giusta per noi. E invito chiunque a riflettere su questa domanda esistenziale perche' la risposta da l azione delle nostre giornate. Possiamo seguire le regole di un mercato violento, possiamo seguire condizioni di relazioni fortunate per sistemare il nostro problema di reddito con uno stipendio statale da rubare permettendoci di non dargli il tempo dedicato come da contratto. Possiamo seguire regole criminali o non seguire le regole dello stato o seguire regole immorali, insomma abbiamo mille strade per poter percorrere la nostra strada nella vita. Possiam sentirci piu' furbi, piu' bravi, piu' coraggiosi di altri o viceversa meno capaci e meritevoli di ricchezza rispetto al nostro impegno. Ma in ogni caso ci sara' una sommatoria delle nostre scelte rispetto alla ricchezza materiale ed alla ricchezza di tempo.
Ma la trappola piu' grande e' quella di seguire una strada ed immaginare che sia la migliore ma trovarci con un pugno di mosche alla fine della strada. Ma per questo e sopratutto per questo voglio ricordarmi che non conta la meta ma il viaggio. E il mio invito e' quello di fermarsi a respirare il prioprio presente questa e' l unica somma che davvero conta per noi: oggi. Se oggi viviamo la vita che vorremmo allora vuol dire che siamo sulla strada giusta, certo ricordando che ad ogni passo tutto puo' cambiare. Ma se oggi non stiamo vivendo la vita che vorremmo in nome di un futuro prossimo sempre sfuggente vuol dire che stiamo sacrificando il nostro tesoro per un tesoro immaginario e forse irrealizzabile. Non abbiamo il potere di cambiare il nostro futuro, nemmeno leggendo i tarocchi, ma abbiamo il pieno potere per cambiare il nostro oggi e renderlo degno di essere vissuto secondo i nostri ideali. Certo bisogna aver coraggio, o incoscienza, ma e' meglio l incertezza di riuscire che la certezza di non poter vivere la vita desiderata. Non puo' esistere regola sociale o morale per giustificare il nostro sacrificio di volonta' e di sogni.
Io ci sto provando con tutte le mie forze ed i miei limiti ad edificare la vita dei miei sogni, certo piena di contraddizioni e di scelte a volte enantiodromiche ma la direzione e' presa: il pieno rispetto dei miei sogni e della mia volonta' ma questa vissuta sempre con i miei principi e le mie regole, a volte cangianti, a volte poco chiare ma lo sto facendo. E cerco di mantenere i miei tesori di ogni giorno: i miei cari, il mio tempo, la mia salute, i miei soldi. Non so per quanto ci riusciro' ma di certo lo sto facendo oggi, nelle prossime 24 ore.
Ho scoperto che questo stile di vita si chima business lifestyle ma credo che corrisponda al freelance di primo pelo ed al vecchio libero professionista. Insomma una ricerca di equilibrio fra i miei affari e la mia vita, come in un rinascimento medioevale dal buio delle regole impoverenti, una rivoluzione nuova in cui l'uomo torna al centro. Certo e' che la collettivita' non vuole il singolo ma di sicuro e' il singolo che puo' portare beneficio alla collettivita' e di meno la collettivita' al singolo. Buona ricerca

domenica 21 febbraio 2016

Il destino

Si continua a studiare il sistema per prevedere il futuro. Con la tecnologia, con la coscienza, con tutti gl strumenti possibili ed immaginabili. Poi c'e' il sistema piu' antico: quello del buon senso e del sesto senso.
E questo in fondo e' quello che funziona meglio anche se non viene mai riconosciuto pienamente.
Eppure lo vediamo nitida la situazione di chi ci e' vicino e a cui vogliamo bene, l 'errore che sta facendo, la fine che fara' e lo diciamo da buoni samaritani: guarda che se fai questo succede quello.
E funziona benissimo quando lo facciamo con altri ed invece non funziona mai quando riguarda noi stessi.
E' come avere la visione di Cassandra e non essere ascoltati, forse e' anche piu' terribile di non prenderne coscienza e poi in fondo in fondo serve davvero prevedere il futuro?
Forse possiamo essere ciechi anche quando e' lampante basta poi non recriminare.
Forse il futuro non esiste essendo, secondo me, solo probabilistico e come tale inutile da divinare.
E' una forma di esercizio del potere che vale solo nelle situazioni assoluta: scacchi o vita-morte.
In tutte le altre situazioni di vita il futuro non puo' che essere un presente da vivere pienamente in tutte le sue sfaccettature altrimenti e' frutto della fantasia. La cosa che vale come futuro riguarda solo la visione.
Ovvero il destino che si e' chiamati a compiere nella propria vita. Il futuro ha valore solo come rappresentazione della propria idea ed agire per la sua realizzazione. Attenzione perche' se non si ha una visione si sara' chiamati come elementi funzionali al futuro di altri.
Quindi invece di rappresentare il buon consiglio per gli altri impariamo ad esserlo per noi stessi ovvero non rappresentiamoci il consiglio del pericolo o della conseguenza delle nostre azioni, ma stabiliamo le nostre azioni in base alla nostra visione.. del futuro. Puo' sembrare un gioco di parole ma e' molto di piu'.
Il futuro puo' essere solo immaginato e creato e quando questo sara' allineato veramente a noi allora diventa il nostro destino. In ogni caso il nostro futuro e' il frutto delle nostre azioni che sono il frutto del nostro pensiero, quindi se non abbiamo una visione da seguire subiremo il destino, ovvero il karma di chi non ha futuro e si ritrova sommerso di problemi sempre piu' grandi perche' non avranno un senso ne' una direzione, ma dei macigni esistenziali inamobili. Insomma se non abbiamo chiara una intenzione un effetto ogni causa scatenera' delle reazione  e degli effetti che bloccheranno il nostro cammino.
Quindi per chi e' indeciso o sopratutto non ha chiaro una visione il futuro sara' sempre sconosciuto per lui.
Per chi ha una intenzione il suo futuro e' solo atteso e creato ma esiste ed e' quasi sempre in linea con il suo essere piu' vero.

domenica 14 febbraio 2016

Il momento del coglione

Quando all'improvviso succede qualcosa che non ti aspettavi e ti rendi conto che invece era altamente probabile che succedesse proprio quell errore.
Il momento del coglione e' veramente pericoloso perche' succede proprio in quel momento di fare ulteriori errori per porre rimedio al primo passando dal problema alla catastrofe in un attimo.
Invece il momento del coglione e' quello della sfida vera, quello che fa la differenza tra chi vuoi essere e chi sei. Spesso l errore e' frutto di una serie di situazioni che si accumulano rendendo l'errore inevitabile.
Ma la cosa piu' pericolosa e' proprio quella di sentirsi coglione, impotente, inadeguato, non pronto.
Perche' questo mette in moto lo stato d'animo piu' sbagliato per la soluzione del problema, non che lo stato d'animo sia la soluzione al problema ma senza quel punto di partenza la soluzione diventa quella piu' inadatta alla soluzione efficace del problema.
Spesso non si ha la soluzione al problema ed anzi appare una situazione disperata, ma e' proprio qui la crescita dell'uomo deve riflettere il suo punto di consapevolezza.
E' proprio l'ostacolo che misura la nostra grandezza: piu' e' grande la cazzata da risolvere, il problema piu' serve la piena lucidita' e la consapevolezza che se si e' rischiato un errore senza valutarlo attentamente, adesso abbiamo tutte le informazioni per procedere oltre.
E invece spesso si ricade nell urlo del bambino spaventato ed impotente.
Ma l'uomo nuovo che si sta costruendo ha invece tutte le risorse per poterlo risolvere, ha a questo punto il dovere di impegnare ogni parte di se alla soluzione. Dimenticare il problema ed ingegnarsi nella soluzione.
Non fissarsi come un rinoceronte sull errore prendendosi a schiaffi (quello va fatto solo nei primi 10 minuti).
Poi agire con una srategia efficace senza rabbia ma con costanza e determinazione.
A volte siamo stanchi e ci ritireremmo dalla situazione ma dimenticando che cambiando strada ed abbandonando i nostri sforzi non abbiamo fatto altro che scegliere le cose facili e possiamo farlo se il nostro in fondo e' un obiettivo facile. Ma se davvero abbiamo a cuore il nostro destino e la nostra espansione di consapevolezza allora dobbiamo agire abbandonando la paura, dimenticando l'errore e concentrandosi sul nostro percorso.
Altra questione e' se riconosciamo una matrice nel nostro errore che diventa ripetitivo, allora probabilmente e' un nostro punto debole o peggio una situazione di distanza fra la nostra volonta' ed il nostro agire e questo tipo di situazione allora diventa fondamentale nel nostro percorso metterla a fuoco. Se nelle strade della nostra esistenza ci ritroviamo nelle stesse trappole allora vuol dire che non siamo allineati completamente fra la parte razionale e la nostra parte non razionale e generalmente la nostra parte irrazionale e' quella che ha sempre piu' forza e cerca nella sua dinamica di non farci procedere nella direzione desiderata. Allora vuol dire che quel problema specifico non e' mai stato risolto ma solo spesso evitato e definitivamente ancora non risolto.
Ancora meglio: il nostro sforzo non sara' solo  migliori.nella soluzione del problema ma anche nella soluzione del nostro atteggiamento nei confronti della situazione tale da renderci migliori, ovvero piu' capaci.
Fatemi sapere come vi andra' io vi diro' come andra' a finire.

domenica 31 gennaio 2016

Ora lege et labora

La regola benedettina e monastica pare che contenesse anche la lettura e non solo le preghiere ed il lavoro.
E questo mi fa molto piacere: perche' se la lettura dei monaci e' intesa nel senso della conoscenza della parola divina la lettura dei giorni di oggi dei laici sparsi nel mondo che io chiamerei ricercatori spirituali fa si che ci sia una sollecitazione continua alle riflessioni ed un esercizio all'ascolto che e' uno dei maggiori limiti della societa' attuale.
Dopo i regimi totalitari e la loro sconfitta successiva alla distruzione della grandezza dell essere umano confondendo il primato morale della saggezza con il primato della razza. Errore che rimane ancora vivo nella relazione con l'altro e diverso da noi, politamente sbandierato in modo diverso a seconda della volonta' politica. Non si fa in tempo a fraternizzare con i nostri ex nemici europei come i francesi e i tedeschi che gia' si riparte alla nuova divisione religiosa e di continente.
Ci troviamo in un momento di profonda rivoluzione tecnologica che ci cambia il mondo ogni dieci anni lasciandoci sempre impreparati come cittadini e lavoratori.
Leggevo della prossima rivoluzione robotica in cui da qui a dieci ventanni la maggior parte delle attivita' sara' svolta da robot che stanno diventano sempre piu' bravi e adesso lo stanno diventando anche piu' degli esseri umani.
Cosa faremo noi 7, 8, forse piu' miliardi di persone per sopravvivere?
Ci attendono sfide importanti per sopravvivere perche' il sistema attuale prevede il lavoro come la prima moneta per relazionarci nel mondo. I soldi sono l'altra moneta necessaria.
Se non abbiamo ne' soldi ne' lavoro cosa faremo mai?
La nostra forza fisica ed intellettuale sara' soppiantata dalle macchine, la popolazione mondiale che ha conosciuto il nostro benessere puo' produrre lavoro per molto di meno di quello a cui siamo abituati noi.
Ho la sensazione che questa crisi sia legata alla rinascita dei totalitarismi tecnologici che sommerge come una marea ogni forma di individualismo e di rappresentazione del proprio io nel mondo.
La prima rivoluzione industriale ci ha chiamato ad abbandonare la produzione del cibo nelle campagne, la rivoluzione informatica ha abbattutto le distanze rendendoci una popolazione mondiale e quindi abbassando la media dei nostri diritti civili.
La prossima rivoluzione robotica annullera' anche la nostra capacita' fisica ed intellettuale.
Saremo finalmente schiavi di un oligarchia di ricchi facenoci piombare in un medioevo illuminato dal progresso tecnologico a vantaggio di pochi e facendoci piombare in un oscurantismo degli individui troppo deboli ed insignificanti per poter scrivere la propria storia?
Possiamo confidare che qualcuno si prendera' cura di noi nonostante tutto.
Oppure possiamo prepararci ad un futuro di sfide titaniche con forze enormi e soverchianti.
Quindi dobbiamo preparci ad una guerra asimmetrica contro una finanza e una tecnologia al servizio di pochi.
L' Italia ultima nelle questioni economiche mondiali puo' fungere da timone ed indirizzare l'intero mondo.
Puo' farlo ognuno di noi impegnandosi nella propria azienda o supportando i piu' deboli con un esempio di azione quotidiana silenziosa ma costante.

domenica 24 gennaio 2016

Il gran visionario

Il gran visir era il grado piu' alto sotto il sovrano dell impero ottomano e forse anche dell impero egizio sotto il faraone. E allora cercando la nuova visione che accompagnera' il mio percorso nel 2016 credo che la capacita' di disegnare nella mia immaginazione e di provare le emozioni associate a questa visione sia il grado piu' alto decisionale della mia attivita' quotidiana chiamata vita.
Se non hai una visione piu o meno chiara di quello che deve essere il tuo alla fine di un percorso, in qualsiasi ambito vuol dire che stai galleggiando sui flutti dell esistenza come un naufrago, senza meta e con poche speranze. E' vero: a volte anche le migliori visioni hanno una scarsa capacita' di diventare realta'.
Ma la giusta visione deve essere integrata completamente nel proprio io:
bisogna usare il cuore per crederci senza paura, bisogna usare la mente per scegliere la strategia migliore per far diventare la visione vita, si usa il proprio corpo come serbatoio di energia per resistere ai momenti difficili ed agire con continuita' e si usera' la propria anima per disegnare il simbolo del significato della propria visione. E la visione, quella vera' quella che fa battere il proprio cuore ogni momento e' quella che seduce chi non ne ha una, che seduce chi ha la propria e capisce il valore di un altra perche' la visione vera va oltre la competizione ma anzi crea nuovi equilibri nei rapporti fra le persone.
Si dice che i grandi leader siano innanzitutto dei visionari ma penso che i grandi leader siano innanzitutto dei buoni comunicatori e che quindi abbiano la capacita' di trasmettere la propria visione con l intensita' e la passione di chi ha una visione chiara e potete e sa comunicarla.
Ma chi e' un buon comunicatore se non colui che si interessa agli altri? Che riesce ad interagire pienamente con gli altri? ma interagendo pienamente non puo' che trasmettere con potenza il suo messaggio che viene accolto e riconosciuto o se non accolto di certo rispettato.
Chi puo' seguire un leader se non qualcuno che si sente veramente capito e riconosciuto dal leader o dalla sua visione?
Attenzione alla trappola della visione presa a prestito da altri di cui confondiamo i vantaggi con i presupposti ovvero si confonde la causa con la conseguenza.
Spesso le nostre visioni non sono le nostre ma imposte dai nostri genitori secondo i loro parametri, questa forse e' la crisi piu' grande del momento attuale: i valori ed i principi che valgono nel mondo attuale non sono gli stessi che ci hanno trasmesso i nostri genitori.
Servono nuove visioni, profonde, radicali ma sopratutto personali. Non si possono avere visioni generiche su un mondo migliore in cui tutti siamo buoni, ma potremmo avere una visione in cui noi siamo buoni e frequentiamo solo persone buone ma di certo non possiamo eliminare chi e' diverso da noi. Questa non sarebbe una visione ma una presunzione totalitaria che, per inciso, spesso procura grossi cambiamenti epocali con conseguenze disastrose.
O confondiamo il mezzo con il risultato: i soldi e la ricchezza. I soldi e la ricchezza sono solo il riconoscimento sociale della nostra visione. I soldi senza visione sono acqua non potabile, buona per essere puliti e carini ma non per dissetarci. Sopratutto domandiamoci pure che cosa i soldi rappresentano per noi: sicurezza? Potere? Rispetto? Amore, forse tutte insieme? Ma queste non sono delle visioni della nostra vita ideale, sono dei sentimenti che vorremmo provare e releghiamo al mondo economico. Sappiam con certezza che i soldi non procurano nessuna felicita' se non si ha gia'. Attenzione di certo non si puo' prescidere dal discorso economico nel mondo attuale, e' necessario come la caccia per gli uomini primitivi.
Ma la visione e' qualcosa di molto piu' profondo e' qualcosa che si vive sapendo che la nostra vita e' a prestito dall universo che non si quando bisogna restituire e quindi vale la pena di spendere la vita per quello che ci fa battere il cuore oltre i nostri bisogni di bambini incompresi. La visione e' il percorso dell uomo verso la sua vita.
Buona visione a tutti

domenica 10 gennaio 2016

La morte si avvicina

Con un balzo, con la notizia del ricovero di un parente caro, anziano si ma in sostanziale buona salute.
La vita si ritrova in uno scocchio di medio e pollice alla sua fine. Nell attimo di incontro fra un respiro ed una ispirazione che non avverra mai. Come poi e' un po' la morte coscienziale, in cui espiriamo i nostri malumori ma non riusciamo piu' ad inspirare dal mondo intorno a noi nessuna idea o sentimento migliore di ieri e lo aspettiamo ad una svolta che non incontriamo mai perche' poi evitiamo gli angoli delle decisioni difficili e restiamo sui nostri binari sicuri, binari del nostro tran-tran quotidiano.
La storia, come argomento di studio puo' anche essere lineare, ed il potere si puo' distendere su una linea temporale retta verso l' infinito ma la nostra vita non e' che un cerchio chiuso su se stesso definitivamente.
Il simbolo temporale e' il quadrato e quello divino e' il cerchio e ad oggi la nostra scienza arrogante non ha ancora trovato il modo di trasformare il cerchio in quadrato. La scintilla divina e non in in nostro potere fa ottenere risultati diversi dal dio di tutti noi chiamato vita.
Non per nulla non riusciremmo mai a disegnare un cerchio perfetto, ed anche in natura esso non esiste, e' solo un' idea ben presente ma non riproducibile dall essere umano.
E allora il mio simbolo di ferma al triangolo, solido, al doppio di un'ascia bipenne stilizzata.
Ma la mia vita si disegna nel cerchio della vita aspirando alla spirale: ad un cerchio possibile, mai chiuso e sempre in estensione nello spazio piano della mente tridimensionale che proietta bidimensionalmente sul foglio bianco della volonta'.
La simbologia e' un argomento immenso ed affascinante ma mi fermo alle mie impressioni immediate, al rapporto fra la mia mente e le sensazioni dei miei sensi, questo forse il limite della mia ricerca dell oltre ma anche il mio punto di partenza per oltre.
Quindi assumendo la circolarita' della vita mi impegnero' da oggi in poi a cercare la spirale, e lo faro' aumentando il mio impegno e rendendo piu' difficili i miei obiettivi.
Sono abbastanza grande per poter rinunciare ad un sano fancazzismo giovanile che forse si e' trascinato per qualche tempo oltre il dovuto.
La ricerca del piacere e' da posizionare differentemente dalla ricerca dei significati.
Spesso si confonde il benessere con il significato ultimo della nostra esistenza rendendo i nostri corpi degli accessori scomodi e malati, le nostre menti delle discariche delle manipolazioni di psicologi del consumismo, del capitalismo e della produzione antiecologica.
Certo, puo' sembrare paradossale pensarlo dopo una settimana di vacanza, bevendo un the caldo e fumando un sigaro nel proprio studio caldo, con due micetti accoccolati sulla poltrona di fronte.
Ma oggi si celebra me, la mia fortuna ed i miei talenti e lo sto facendo secondo i miei ideali e lo sto facendo in piena coscienza e riconoscenza al dio della vita.
Quest'anno non avro' alibi e togliero' le ultime scuse per lottare per i miei ideali di vita e di benessere cercando la strada piu' difficile ma percorrendola con una nuova consapevolezza: che il percorso e' esso stesso la mia vita ed i risultati sono solo delle corone sociali che usiamo per farci amare nonostante tutto.
Ma ogni giorno rendero' degno il mio dono cercando di ottenere il massimo da me, di ispirare a dare il massimo chi e' intorno a me. Allarghero' il cerchio della vita spingendo affinche' sia una spirale coinvolgente ogni parte del mio mondo.
Quando la morte bussera' per me spero solo di aver vissuto degnamente la mia vita: e lo faro' ogni giorno, riempiendo il mio tempo con dovere e piacere ma con un impegno nuovo e reale.