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lunedì 2 dicembre 2013

Ecologia e picnic

Chiunqui ami la natura e cerca di riprendere un rapporto con essa puo' iniziare a vedere il film "picnic ad hanging rock".
L' ho visto tanti anni fa e pur avendone una copia non riesco a rivederlo.
Per timore, per quell'angoscia silenziosa che lascia una fine senza fine.
Non vi dico null' altro se non l avete visto, per chi l'ha visto lascio parlare le suggestione che il film crea. E mi chiedo se, io urbanizzato, civilizzato, illuminato dalle nozioni dell illuminismo che mi hanno liberato dalle catene della fede per ricercare una conoscenza nuova, piu' profonda, piu' libera, sia realmente capace di adattarmi alla natura, alla sua vera forza, alla sua indifferenza di matrigna altera.
Credo che l'uomo abbia abbandonato la Dea madre per tutta la fame che ha sofferto nell'antichita', scoprendo il padre divino, razionale, saturnino che ha permesso il vigore della caccia e sopratutto l agricoltura l' uomo abbia rinnegato la propria madre, come severa e crudele, ma sopratutto indifferente alle sofferenze del piccolo uomo.
Adesso, satolli di cibo e di vestiario rimpiangiamo la madre natura e ricerchiamo sentieri nel bosco da ripercorrere per immergerci nella folta boscaglia che ci riporta a silenzi antichi, a rumori bianchi di una natura incontaminata.
Magari su coste di montagna, allungando lo sguardo cosi' lontano come non credevamo i nostri occhi potessero farlo.
Si parla spesso di salvare la natura dall' uomo, di salvare Gaia dalla distruttivita' e avidita' fagocitata dal maschio guerriero e stupido che buca il terreno alimentando il suo benessere con il sangue della terra che e' il petrolio, inquinando l'acqua di cui facciamo parte.
E nelle nostre menti piccole chiudiamo l'acqua del rubinetto per non sprecarla, montiamo pannelli solari per non bruciare altro petrolio, insomma accarezziamo la natura dopo che la pugnaliamo ogni giorno.
E il mondo, la natura, il mare che ci hanno spaventato per secoli adesso sono quasi alla nostra merce' e quando finalmente pensiamo di poterne avere ragione ci si accorge di aver rovinato, forse definitivamente, il nostro rapporto.
Il mare spesso rappresenta la nostra coscienza e lo inquiniamo con gli scarichi delle fogne dei nostri desideri, delle nostre comodita'.
E allora vorrei unire i mondi quello della natura e quello del nostro inconscio.
Possiamo amare entrambi senza riconoscerli?
Possiamo distruggerli senza aver prima viaggiato in essi?
Non si puo' rispettare la natura non consumandola, si puo' rispettare la natura avendone timore, riempiendoci gli occhi e i polmoni quando siamo con essa sapendo che se restiamo troppo a lungo puo' ucciderci.
Non siamo completamente liberi di scegliere, escludiamo la natura o la civilta', e' come scegliere fra la razionalita' e la pulsione di vita irrefrenabile.
Abbiamo entrambre e creando un temenos nuovo in cui il rapporto fra la natura divina e aliena e il raziocinio guerriero e caldo non ci faccia sparire ma crearci di nuovo.
Un po' piu' legati alla nostra madre terra e al nostro padre spirituale, amando entrambi, se ce la facciamo.
In to the Wild


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