Quando fra diecimila anni un uomo del futuro scoprira' il nostro corpo o i nostri testi come li leggera'?
Cosa vedra' e capira' di noi? del nostro tempo, delle nostre scelte, dei nostri desideri?
Forse tutto forse nulla, ma vorrei che diventassimo tutti eternauti della nostra storia, tramutando il quotidiano nella leggenda della nostra vita veloce come un bagliore nel tramonto.
Spesso facciamo piani e progetti che solo un immortale puo' portare a compimento, tralasciando il sospiro di oggi, l alito di vita che ci sfiora per un attimo, ignorandolo per una allucinazione chiamata idea, principio, regola, principio, morale, legge, anzi spesso facendolo in nome e per conto di pensieri che ci sono stati ispirati all orecchio da menti insane corrompendo la nostra verginita' cosmica.
E comunque ne scegliamo alcune di idee e le portiamo con noi come fossero le nostre bandiere e ci immoliamo in esse nei lunghi anni della esistenza corretta e giusta, in attesa che anche il nostro anelito interiore possa essere innalzato ad idea e principio assoluto, come una ragione kantina o come un principio platonico.
Possiamo farlo ma solo dopo aver ripreso il nostro respiro della vita, rilassato il nostro diaframma,
ampliato la gabbia toracica come una cassa di risonanza del nostro cuore.
Ma possiamo riiniziare proprio dalla nostra storia personale ad inseguire la leggenda dell eternita' che ci sovrasta con ghigno beffardo della morte che gioca a scacchi con noi, una morte alla fine liberatora della nostra chance di eternita' durata un eternita' solo nei pochi attimi in cui le emozioni sono sgorgate spontanee e senza rabbia dell ego ma come espressione della mancanza del pensiero e della volonta'.
Usare i sensi dimenticando il grande regista e lasciarli alle energie della vita senza timore in un sonno senza sogni, nella mente ferma dei meditatori felici.
Esprimendo come nella danza universale di Shiva le cinque energie che ci sono nel mondo e che regolano anche le nostre azioni:
la creazione, la conservazione, la distruzione, l occultamento e l'accettazione.
Quando iniziamo a fluire con il mondo dimenticando noi stessi, ovvero ricordando noi stessi come entita' che fa parte di un altra entita allora l eternita' della nostra azione si fissa nelle nostre cellule, riscrivendo il nostro corpo, la nostra memoria e la nostra storia.
Possiamo immaginarla e scriverla ma solo con le emozioni possiamo veramente scrivere una nuova storia.
Spesso confondiamo quello che siamo parlando di quello che ci e' accaduto e delle conseguenze, dimenticando che ogni accadimento e' una interpretazone che noi abbiamo scelto di dare, e richiamando alla memoria quel fatto legato a quella interpretazione ci da la nostra storia e sembra sia ineluttabilmente cosi'.
Ovviamente non lo e', possiamo scrivere una nuova storia, richiamando vivendo a fondo nuove passioni ed emozioni e se vissute con la mente libera possiamo finalmente scrivere una stora con un finale diverso.
Possiamo farlo adesso e dobbamo rifarlo migliaia di volte, ricordando a quante volte ci siamo sussurati la vecchia storia, coccolandoci nella comprensione e nell autocompatimento.
Forse non c'e' bisogno di farlo tutto sommato ma puo' essere un gioco potente come un terremoto che puo' scuotere le nostre fondamenta e verificare se sono deboli o forti.
Da oggi associamo una nuova emozione, cantiamo quando siamo spaventati, sorridiamo quando samo arrabbiati, liberamoci dalle catene delle nostre emozioni richiamate per abitudine e non per reale espressione.

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