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domenica 17 aprile 2016

100 post maniacali

Ma come si fanno a scrivere 100 post? In fondo sono proprio un grafomane, uno abituato a scrivere, a tirare fuori il filo delle sensazioni e a cercare di sciogliere i nodi, e cosi' in fondo di post se ne possono scrivere anche mille.
Ho scoperto oggi su una quarta di copertina di un libro in una libreria che alcuni monaci giapponesi si allenano per correre 1000 maratone in 1000 giorni per trovare l'illuminazione.
Io che son pigro magari posso provare a fare 1000 post in 1000 giorni, ma magari faccio la fine di Nietzsche.
Anche perche' in questa forma di comunicazione muta che e' come mettere un messaggio in bottiglia ed affidarlo al mare sconfinato del web. rumoroso eppure muto finche' non si hanno un gruppo di...fans. Mah
Parlo, scrivo per rimbombare con un eco a me stesso. A rileggere dopo pochi giorni e dover faticare per capirmi ancora ma contento di lasciare questi messaggi nello spazio enorme del web. Nel coraggio di togliere la pelle al mio pensiero, a cercare di diventare trasparente da fuori a dentro e da dentro a fuori e facendo questo sforzo rendendo il mio pensiero piu' fluido, i miei pensieri piu' duttili, come materia da formare a mio piacimento. Spesso crediamo che i pensieri siano noi definitivamente noi: cogito ergo sum tradotto male con penso quindi sono io quello che pensa. M credo che possiamo cambiare quello che pensiamo, quindi quello che siamo. O se non cambiamo possiamo lentamente tirare fuori il nocciolo della nostra individualita' e vederlo senza i filtri delle convenzioni. Spesso infatti ci vediamo come estranei nei nostri sogni, ecco quelli siamo veramente noi, come una voce registrata che non si riconosce mai come la propria perche' non distorta da noi stessi. Ma sopratutto la ricerca e' spesso quella di dimenticarsi di se stessi e riscoprirsi all improvviso.
Sensazione unica e vitale di una nuova nascita urlata e sofferta di un domani finalmente nuovo, di ogni domani diverso da oggi, da un passo nuovo, da occhi nuovi da nuove scoperte e nuova vita, che puo' anche sembrare uguale a quella di sempre ma in fondo non lo e' piu' perche' noi siamo nuovi io.
Come un dolce formato dal forno alchemico che ha nuovi sapori e nuovi odori.
Devo dirlo, ho un po' di timore nel dirlo, timore di non sentirmi pronto, di non sentirmi adatto, che possa finire, che non dipenda solo da me.
Io sono felice. Sono pieno di vita, sento la forza della bellezza del mondo troppo grande dentro il mio piccolo cuore e sono ansioso di averne sempre di piu' pur avendo questa estasi momentanea. Di sentirmi vivo perche' lotto per la mia vita, perche' lotto per chi amo, perche' sono amato, perche' ho i miei nemici e riesco a combatterli, perche' ho i miei problemi ma ho la speranza, la forza di cercare di risolverli.


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