Si cerchiamo di scoprirci negli altri. Di guardarci nei commenti degli amici, di riconoscerci in qualche tarocco od oroscopo giornaliero. I piu' dotati riescono a vedere chiaramente nella carta natale il proprio destino rimbalzando da un pianeta all altro tra opposizioni ecc.
Eppure, almeno io, sono molto bravo a dare una perfetta descrizione di vizi e virtu' di tutti quelli che conosco e spesso anche di quelli che incontro per strada, giocando al mentalista dei poveri...
E tutte queste pagliuzze negli occhi altrui e non riesco proprio a vedere le travi nel mio occhio.
Alla ricerca di una cornice che finalmente mi immola come un quadro d'autore in una galleria di eroi moderni del capitalismo e dei bravi ragazzi.
Poi ci sono i guru che quando parlano di te lo fanno con il tono greve di chi ha visto nel profondo della animaccia tua e ci sono i mariti e mogli che vedono nel profondo delle loro miopie.
Tutti che vedono specchi su specchi che si frantumano con sette anni di disgrazie a cercare se stessi.
Chissa' se Dio puo' vedere se stesso o si riconosce solo dalle nostre preghiere accorate e meschine...
E se non puo' vedersi lo sapra' che e' uno veramente "in gamba"?
Eppure a molti orfani di padre o figlioli abbandonati gli prende una smania di farsi vedere che sono veramente bravi, vedi Steve Jobs, Jeff Bezos e molti altri.
Insomma se non ci facciamo ri-conoscere non va bene, ma facciamo in modo che si vedano solo alcune cosucce di bella presenza.
Ma cercando la nostra immagine negli altri finiamo per non trovare il nostro nemico, e tantomeno non troviameno nemmeno il nostro amico.
Torniamo ad essere una cellula che si duplica all infinito, assumiamo cioe' un motivo di moltiplicazione invece che di trasmutazione.
Attiviamo le nostre memorie antiche per proiettare negli altri la nostra immagine e cosi' facendo rinunciamo alla profonda unione fra il dentro ed il fuori, tra il sopra ed il sotto.
Ma restiamo un punto con un cerchio intorno, punto di partenza del cosmo alchemico ma che senza la potenza dell energia elettronica che cambia stato e genera la potenza atomica che genera morte per chi la usa per la morte e che genera stelle e galassie nell universo in un universo che genera vita.
Forse e' ora di smetterla con cercare se stessi, tanto non esistiamo se non esiste l'altro e quando ci troviamo siamo vuoti di fronte all eternita'.
Creiamo un'onda di vibrazione nuova che genera nuova musica nell universo:
magari in fondo non me ne frega un gran che di te ma chiedendo a te chi sei?
Posso trovare il mio confine, la mia identita', la mia unicita' nella differenza.
Rompiamo gli specchi dell egocentrismo e troviamo un nuovo mondo...

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