MI sta venendo il dubbio che il fatto che la chiesa abbia sempre chiesto di procreare in ogni atto sessuale non sia proprio un principio per inibirlo o per ridurlo a puro mezzo di creazioni di vita ma al contrario per dargli una dignita' superiore e non sprecarlo come ginnastica quotidiana, chissa'...
Mi viene in mente questa provocazione perche' in genere gli uomini di forte religione hanno spesso un modo di godere che a molti e' sconosciuto: quello dell estasi.
Anche io ho il dubbio se ci sono mai stato in estati e certo mi viene da considerare molto simili quelle frazioni di secondo in cui non importa piu' di nulla, non si sente piu' distanza con nulla e nessuno, ma si respira con un respiro che in quel momento e' uguale a quello del mondo che ci circonda, momenti in cui finalmente dentro e fuori, io e l'altra siamo perfettamente la stessa cosa.
Certo succede spesso con un orgasmo fisico, ma succede a volte anche con dei scorci di panorami in cui l'occhio si perde all orizzonte, in certi sottoboschi durante un escursione in cui ci si ferma ad ascoltare il proprio respiro nell'immobilita' apparente che ci circonda indifferente eppure viva, in certi tramonti o albe che ci richiamano dalla distrazione della quotidianita', credo anche in qualche concerto.
Insomma un attimo in cui la serenita' la felicita' sono qualcosa superate da qualcosa di piu' imponente: l' estasi.
Ma come si fa a trovare l'estasi?
Da wikipedia:
L'estasi (dal greco ἐκ=ἐξ + στάσις, ex-stasis,[1] essere fuori) è uno stato psichico di sospensione ed elevazione mistica della mente, che viene percepita a volte come estraniata dal corpo (da qui la sua etimologia, a indicare un "uscire fuori di sé").
Nonostante la diversità delle culture
e dei popoli in cui l'estasi è stata sperimentata, le descrizioni circa
il modo in cui essa viene raggiunta risultano straordinariamente
simili. Si afferma di provare in questi momenti una sorta di
annullamento di sé, e di identificazione con Dio o con l'"Anima del mondo".
Psichicamente è caratterizzata dalla cessazione di ogni attività da parte dell'emisfero cerebrale
sinistro (noto anche come emisfero dominante o della "razionalità
discorsiva"), consentendo così all'emisfero destro (quello recessivo o
passivo, detto anche "emotivo") di attivarsi. È uno stato di estrema
concentrazione simile per certi versi all'ipnosi, quando ad esempio la mente
rimane attonita nel fissare un punto o un oggetto, dimentica di ogni
altro pensiero. Generalmente produce uno stato di notevole beatitudine e
benessere interiore.
Andiamo a trovare l'estasi piu' famosa, quella di Teresa: Santa Teresa d’Avila (1515-1582), Vergine e Dottore della Chiesa che scrive:
“Gli
vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro, che sulla punta di ferro mi
sembrava avere un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più
riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere,
e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta
infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era così vivo
che mi faceva emettere dei gemiti, ma era così grande la dolcezza che mi
infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine,
né l’anima poteva appagarsi che di Dio. Non è un dolore fisico, ma
spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po’, anzi
molto. È un idillio così soave quello che si svolge tra l’anima e Dio,
che io supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che io
mento”.
Insomma un orgasmo spirituale e per chi non cerca Dio? Siamo fregati? Siamo costretti al sesso ossessivo dall orgasmo imperfetto? O dall orgasmo perfetto e fuggevole?
Un altro sistema e' quello che chiamano flow o flusso, entrare nel flusso e questo forse puo' essere altrettanto facile ma dura molto piu' a lungo di un orgasmo fisico.
Ovviamente ci sono persone che per loro natura sono più portate a vivere esperienze di flow. Mihaly Csikszentmihalyi,
uno psicologo croato di matrice positivista, fondatore della teoria del
flusso sostiene che le persone più predisposte sono quelle che
possiedono curiosità, persistenza e poco egocentrismo.
Csikszentmihalyi sostiene che per avere un’esperienza ottimale si deve
raggiungere un flusso continuo, attraverso il completo assorbimento
dell’attenzione nel compito che si sta svolgendo.
Si ha il senso che le proprie abilità siano sufficienti a far fronte
alle sfide dirette verso l’obiettivo a portata di mano e il azione
associate forniscono indicazioni chiare su come si sta andando. La
concentrazione è così intensa che non c’è spazio per in pensare a nulla
di irrilevante o di cui preoccuparsi dei problemi. La coscienza di sé
scompare, e il senso del tempo diventa distorto. Un’attività che produce
tali esperienze è così gratificante che le persone sono disposte a
farla per essa stessa, con scarsa preoccupazione per quello che
risulterà, anche quando è difficile o pericolosa.
Be' direi che possiamo farcela anche senza diventare frati e suore..

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