Ho comprato la raccolta del medioevo di Umberto Eco per scoprire nei secoli bui la luce che sta venendo fuori delle grandezze di quel periodo conosciuto pero' come l'epoca dei secoli bui.
E spero di trovare belle notizie perche' anche se sono a volte ottimista credo che stiamo imboccando un nuovo medioevo.
Credo che dopo qualche anno di speranza in un mondo migliore, che ci hanno propinato mentre si spartivano il potere i grandi gruppi di potere, adesso il velo sta cadendo, la favola e' finita e bisogna immaginare che tutto cambiera' nonostante noi e i nostri ideali.
Se non avessi timore che andiamo verso un mondo peggiore, sarei quasi curioso di quello che sara'.
Ma nonostante i secoli dell illuminismo, dei diritti, dei principi dell'uomo, della democrazia stiamo di nuovo in mano a qualcosa di cui non abbiamo nessun controllo; ammesso che lo abbiamo mai avuto.
Nel mondo antico i sacerdoti avevano il potere di richiamare ed abbonire gli dei divini per dare cibo e salvezza alla popolazione, nei secoli scorsi, i sacerdoti avevano il potere di garantirci una vita immortale in paradiso invece che all inferno.
Ed ora abbiamo dei nuovi sacerdoti che sono la finanza e la tecnologia.
Un mondo governato dai soldi in cui i soldi sono indipendenti dal lavoro, dalla produzione, che girano vorticosi in sistemi finanziari sofisticati ed alieni.
Una tecnologia che da assistente di vita diventa grimaldello delle aziende per penetrare nei nostri vizi, nei nostri pensieri, per esaudire ogni nostro desiderio e stimolare quelli che ancora non ci sono venuti.
Una tecnlogia che non si ripara, che non ha piu' nulla di umano, che si sfiora con un dito ma solo finche' funziona, ma se non funziona, non esiste piu', si butta e si compra una nuova.
Come un automobile dal cofano chiuso in cui giriamo la chiave e parte ma che se si ferma non possiamo far nulla.
Come una malattia che se ci prende andiamo dal sacerdote della medicina che ci da una pillola veloce che risolve, che guarisce.
Tutto senza pensieri, tutto senza domande, tutto senza ricerca, desiderio e soddisfazione, ambizione e competizione, digitale ed analogico.
Interconnessi con i nostri compagni di scuola e lontani dai nostri vicini di casa.
Attenti all immagine ed immuni al contenuto.
Stiamo perdendo i meccanismi, i funzionamenti, non li chiediamo, non li cerchiamo, combattiamo per l effetto senza preoccuparci della causa.
Abbiamo passato i secoli bui della credenza religiosa, abbiamo passato i secoli del progresso e adesso siamo di nuovo al punto di inizio: ignavi del mondo reale, sfuggenti dal mondo interiore, insofferenti ai perche' e concentrati sul fine ultimo, come topi in un labirinto a cercare l'uscita.
Dove le nostre pareti sono della normalita', del conformismo per il terrore ultimo della solitudine, terrore ampliato dal nostro equilibrio senza centro, rotolante sul quotidiano, fino alla fine.

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