Cavalieri nella tempesta canta Jim Morrison e forse lo siamo un po' tutti sempre piu' spesso.
Cerchiamo il nostro angolo di paradiso, di tranquillita' e invece sbattiamo su tutti gli angoli della vita.
Incespichiamo con le parole con chi viviamo innalzando barriere di incomprensione in cui ognuno aspetta che l'altro si tuffi ma ritirandoci poi in un isolamento da vittima incompresa o da carneficie giustificato da mille e piu' motivi.
Se manca la spinta emotiva costruire e ricostruire la relazione diventa un lavoro enorme, come tenere un giardino pulito e curato da tutte le erbacce delle litigate e discussioni che lentamente ma inesorabilmente rovinano il prato se con la stessa vemenza non ci mettiamo a ripulirlo e curarlo con attenzione.
Perche' e' come nelle altre cose di tutti i giorni: arriviamo con il fiato corto e l orologio impazzito del tempo insufficiente alle nostre cose; ma possono davvero i nostri impegni essere maggiori del nostro tempo? E da dove la prendiamo questa insolenza di essere migliori di noi stessi?
E' davvero singolare non avere coscienza del nostro preziosissimo e finito tempo fisico.
E quindi la tempesta dei problemi continua a sfiancarci da ogni parte, spesso aumentando di intensita' fino allo svenimento dell' anima ed alla malattia che urla come una sirena.
Un equilibrio che manteniamo nel quotidiano che divora la nostra carne, gia' inquinata e bombardata come credo mai nella storia.
Una spazzatura che ci ritorna in ogni modo dentro, quanto piu' cerchiamo di allontarla dal nostro quartiere, tanto piu' la ritroviamo nel nostro cibo e quindi nel nostro organismo.
Tempesta di relazioni, tempesta di situazioni, tempeste di problemi, tempeste di inquinamento.
Dove troveremo la nostra quiete dopo la tempesta?
Forse le tempeste non finiranno mai.
Possiamo imparare a respirare i problemi ed a ballare con le nostre paure, possiamo schernire ai nostri problemi ricordando che sicuramente un giorno finiranno, ma quel giorno che corrisponde alla nostra morte puo' diventare oggi.
Perche' la tempesta diventa la nostra vita essa stessa.
Smettendola di cercare un domani inesistente, letto in qualche libro, sognato in qualche incubo.
Il domani sara' la copia esatta del nostro oggi: non c'e' futuro.
Se saremo veramente bravi a risolvere i problemi ce ne cadranno addosso di nuovi e di piu' giganteschi, in una danza infinita nella tempesta.
Basta cercare il porto sicuro del benessere e della stoppacciosa serenita'; meglio muoversi nella tempesta di tutti i giorni andando avanti senza mollare maifinche' non ci inghiottira' l'onda gigantesca della tempesa perfetta.

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